perchè le descrizioni dei fenomeni psichici sono sempre così complicate?

Le descrizioni dei processi mentali e delle malattie della psiche appaiono sempre piuttosto complicate. Molti si chiedono se questa complicazione non sia evitabile e come sia possibile semplificare le informazioni sul “mentale”.

Il problema è che in questo ambito semplificare eccessivamente vuole dire perdere di vista proprio ciò che stiamo tentando di spiegare.

Spesso Il tentativo di semplificare a tutti i costi produce informazioni grossolanamente inesatte con la speranza di spiegare i fenomeni psichici in termini “facilmente comprensibili”.

Una buona descrizione dei fenomeni mentali ad un pubblico non tecnico può essere immaginata come un compromesso tra semplicità della spiegazione e aderenza della spiegazione al fenomeno stesso.
Se si fornisce una spiegazione molto aderente alla realtà di un fenomeno complesso la semplicità si perde, ma se si fornisce una spiegazione estremamente semplice di un fenomeno complesso è purtroppo l’aderenza della spiegazione al fenomeno stesso che va perduta.
La nostra spiegazione/compromesso si muove quindi in modo tale che se ci avviciniamo alla semplicità diminuisce la corrispondenza con il fenomeno, e se invece la spiegazione corrisponde molto da vicino al fenomeno ecco che la semplicità cala drasticamente. Una spiegazione di un fenomeno complesso è efficace quando rimane circa a metà tra questi due estremi.
La mente non è un oggetto semplice, ed è opportuno dubitare di tutti coloro che la ritengono, o la descrivono, come tale. Credo che una comprensione anche parziale dei meccanismi della mente sia comunque preferibile ad una intuizione semplice, esauriente e magari geniale, ma del tutto errata.
Ritengo inoltre che chi ascolta la spiegazione di un meccanismo mentale, come un viaggiatore che cerca di orientarsi, preferisca una mappa imperfetta o molto complicata del luogo in cui si trova piuttosto che una mappa perfetta, semplice e dettagliatissima di un luogo completamente diverso

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