Ansia e Panico

In psichiatria l’infelice tendenza ad utilizzare termini che poco o nulla hanno a che vedere con il fenomeno che intendono descrivere è una delle prime cose che salta agli occhi di chiunque non sia un tecnico.
Abbiamo visto altrove come “Schizofrenia” non significhi assolutamente “mente divisa” e non si riferisca a “..scissioni”, “..divisioni mentali” o “..separazioni organiche” di qualche tipo. http://www.neurofarmacologia.net/02/04/2009/nomi-poco-azzeccati/
Un altro termine poco felice è quello di “Disturbo di Panico” che viene utilizzato per indicare una determinata patologia psichica tradizionalmente inquadrata tra i disturbi d’ansia.
La denominazione di “Disturbo di Panico” scomoda inutilmente il semidio greco “Pan” evocando nell’immaginario comune sensazioni di paura, ansia, terrore (magari legate a stimoli spiacevoli o a situazioni ben definite in maniera del tutto generica) senza essere ulteriormente esplicativo. Il risultato è che in perfetta buona fede si dice di “…aver avuto un attacco di panico prima del tale esame…”, o di “…avere il panico…” quando si tratta di pensare o affrontare eventi o situazioni sgradevoli.


In realtà il disturbo di panico è una patologia vera e propria e non un fenomeno ansioso transitorio della nostra vita di tutti i giorni. Questo tipo di disturbo per definizione presuppone che si verifichino degli attacchi di panico. un attacco di panico non può essere situazionale, ma deve presentarsi in maniera del tutto inattesa ed è fondamentale, ai fini di un adeguato trattamento, distinguerlo dalle sensazioni sgradevoli che possiamo provare affrontando cose spiacevoli. Tale distinzione non è una questione secondaria quando si tratta di curare un disturbo oppure di tentare di risolvere un problema contingente.
Un altro elemento di confusione è la presenza di fenomeni ansiosi di qualche tipo durante l’attacco di panico.
Moltissimi pazienti, che si presentano più volte in pronto soccorso per l’esordio di sintomi cardiaci o neurologici, si sentono dire che si tratta di ansia e se ne vanno indispettiti, convinti che il medico non abbia capito assolutamente nulla del loro problema.
In seguito, quando giungono all’osservazione specialistica, nella raccolta della loro storia clinica inevitabilmente ci raccontano il loro disappunto legato al fatto che i sintomi riferiti in pronto soccorso siano stati effettivamente presenti e non erano “…inventati da un ansioso…” .
Spesso chi ha avuto questo tipo di esperienze racconta anche di non aver avuto “ansia” durante o prima dell’attacco, ma di aver avuto una serie di sintomi fisici improvvisi ed immotivati che lo hanno fatto star male. Magari ci raccontano che si stavano facendo i fatti loro ed il cuore (o lo stomaco, o altro …) hanno cominciato dare segni di qualche tipo di scompenso.
Mi sembra importante mettere in evidenza alcuni punti che possono essere fonte di confusione quando si affronta il problema del disturbo di panico:

– Chi soffre di disturbo di panico i sintomi fisici li percepisce davvero e non se li inventa. Il fatto che l’origine del segnale patologico sia a livello del sistema nervoso centrale invece che a partenza periferica non toglie una virgola alla sofferenza del paziente

– I sintomi del disturbo di panico possono presentarsi anche in assenza assoluta di sensazioni ansiose ed il quadro clinico può essere caratterizzato esclusivamente da sintomi fisici (palpitazioni, nodo alla gola, disturbi gastroenterici)

– Il fatto che il cuore, lo stomaco ed il cervello non abbiano danni strutturali ne’ funzionali non cambia la sofferenza di questi pazienti, e la sbrigativa definizione di “ansia” con cui a volte queste persone vengono congedate è fuorviante, inutile e senz’altro non terapeutica

– I sintomi d’ansia possono essere efficacemente trattati in vari contesti ma per poter fare questo è essenziale che il paziente capisca almeno che cosa gli sta succedendo e cosa è opportuno fare. Dare queste spiegazioni è compito del medico.
Bibliografia essenziale:

Manuale diagnostico e statistico delle malattie mentali (DSM IV-TR) American Psychiatric Association 2000
Psicopatologia e clinica psichiatrica G.B. Cassano ediz UTET 2006

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