genetica e psicosi

I recenti studi neuronali e le tecniche di visualizzazione del cervello in vivo (brain imaging) dimostrano la presenza di alcune alterazioni dei processi cognitivi e dell’elaborazione delle informazioni soprattutto a livello della corteccia prefrontale in pazienti affetti da schizofrenia.
Alcune di queste alterazioni si verificano anche in soggetti sani che presentano un alto rischio (calcolato su base genetica) di sviluppare la schizofrenia.
Molti geni, che codificano per differenti forme di enzimi implicati nel funzionamento cerebrale, sono attualmente al vaglio degli specialisti per essere studiati con risultati che puntualmente oscillano tra il sensazionalismo e la successiva delusione.
Quello che possiamo al momento accettare come dimostrato con buona attendibilità è che l’espressione di alcuni assetti genetici alternativi dello stesso gene (polimorfismi) sono correlati con un cattivo funzionamento a livello di corteccia prefrontale.
Tale malfunzionamento si traduce sul piano comportamentale in difetti nella memoria di lavoro, nella diminuita capacità di pianificare il comportamento finalizzato e nella alterazione della capacità di esperire alcune emozioni.
Nella vastità degli studi sull’argomento un lavoro recente, che utilizza numeri e tecniche particolarmente convincenti, individua una variante precedentemente sconosciuta nel gene KCNH2 dei canali del potassio che modulano la frequenza di scarica dei neuroni. Tale variante, nota come KCNH2-3.1 risulta specificamente e significativamente incrementata nell’ippocampo dei pazienti schizofrenici.
L’aumento dell’espressione di questa variante (due volte e mezzo circa rispetto alle altre varianti in soggetti schizofrenici) nei neuroni corticali primari induce una corrente di potassio rapidamente deattivante ed un ritmo ad alta frequenza non adattabile, il che spiegherebbe le anomalie neurologiche che si riscontrano in questi pazienti.
Questi dati, nel loro insieme, potrebbero fornire nuovi approfondimenti nell’eziologia della schizofrenia ed una direzione innovativa per la ricerca terapeutica

Bibliografia essenziale:

Biol Psychiatry. 2001 Dec 1;50(11):825-44.
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A primate-specific, brain isoform of KCNH2 affects cortical physiology, cognition, neuronal repolarization and risk of schizophrenia.Huffaker SJ, Chen J, Nicodemus KK, Sambataro F, Yang F, Mattay V, Lipska BK, Hyde TM, Song J, Rujescu D, Giegling I, Mayilyan K, Proust MJ, Soghoyan A, Caforio G, Callicott JH, Bertolino A, Meyer-Lindenberg A, Chang J, Ji Y, Egan MF, Goldberg TE, Kleinman JE, Lu B, Weinberger DR.

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