Il disturbo ossessivo compulsivo, le compulsioni

Le compulsioni sono comportamenti o atti mentali finalizzati, che vengono messi in atto e ripetuti numerose volte con un senso di costrizione. La persona si sente forzata ad agire le compulsioni e le ripete più volte in modo volontario ma senza la capacità di fermarsi. Di solito le compulsioni hanno un significato preciso per il soggetto e questi le ripete pur essendo pienamente consapevole della loro estraneità dalla propria esperienza “normale”.
In alcuni casi gli atti mentali possono essere agiti in conseguenza delle ossessioni, (vedi http://www.neurofarmacologia.net/20/05/2009/il-disturbo-ossessivo-compulsivo-le-ossessioni/#more-503 ) ma ciò non è sempre vero ed in altri casi possono invece essere messi in atto secondo una modalità rigida e precisa ma che non dipende dal contenuto di alcuna idea ossessiva.
Come per le ossessioni dobbiamo ricordare che i comportamenti compulsivi non sono di per se ne’ “sani” ne’ “patologici” in senso assoluto, e che tutti hanno dei comportamenti in qualche modo ritualizzati.    Quello che definisce la patologia è l’urgenza, il senso di costrizione, il disagio ed il tempo complessivo impiegato nei rituali. Le compulsioni lasciano spossati al termine della sequenza di esecuzione, consumano una grande quantità di tempo interferendo con le comuni attività, oppure costringono ad evitare luoghi o situazioni “trappola” che possono innescarle.
Le compulsioni assumono in tal caso gravità tale da interferire con l’adattamento della persona e diventano sintomi di un disturbo psichico.
Vale la pena di rilevare che le compulsioni sono ritenute da chi le esegue prive di senso, inutili e sgradevoli ma non sono assolutamente accessibili al controllo cosciente. Non ha senso dire alla persona che esegue rituali semplicemente di smettere. L’ossessivo non riesce a farlo, oppure riesce a fermarsi soltanto a prezzo di un aumento dell’ansia e delle idee ossessive che dopo poco lo costringono a ricominciare con rinnovata intensità. Egli è imprigionato in un crescendo di ansia e di disagio che può essere attenuato soltanto dalla ripetizione dei gesti/atti compulsivi, ed in quei momenti riesce a pensare solo ed esclusivamente a come ridurre l’ansia di cui è preda.
Spesso anche i conviventi o gli altri membri della famiglia sono coinvolti ed “incastrati” nell’esecuzione di complicati rituali a cui si sottopongono pur di conservare una minima pace familiare.

Riportiamo di seguito alcune delle compulsioni più comuni:

Lavaggio e disinfezione del corpo, di luoghi, vestiti, oggetti o utensili
Misure di evitamento o prevenzione del contatto con possibili contaminanti
Rituali di abbigliamento, trucco, cura del corpo
Controllo di porte, serrature, gas, elettricità, stufe ed altri apparecchi
Controllo della posizione di oggetti familiari e non
Ripetizione di parole, frasi, scritti, gesti eventualmente anche con contenuto scaramantico
Ordinamento di oggetti secondo un ordine prefissato o sequenze fisse
Raccolta iterativa di oggetti senza significato
Distruzione compulsiva di oggetti

Le ossessioni e le compulsioni caratterizzano il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC), una patologia mentale ben nota e studiata per la quale sono oggi disponibili trattamenti efficaci e ben tollerati. La singolare presentazione clinica e l’aspetto “privato“ dell’ideazione ossessiva e compulsiva fanno si che ancora oggi esista un problema di latenza della richiesta di intervento. Molto spesso i soggetti con problemi di ossessività ritengono di essere gli unici con tali problemi, se ne vergognano, e li tengono nascosti anche per anni. Ci auguriamo vivamente, contribuendo all’informazione sul disturbo ossessivo compulsivo, di poter arrivare in futuro a ridurre il tempo di latenza tra l’esordio del disturbo e la prima richiesta di intervento medico specialistico.

Bibliografia essenziale:
“Il disturbo ossessivo compulsivo, informazioni per i pazienti e familiari” di U. Albert, G. Maina, F. Bogetto

“Manuale di psichiatria” a cura di G.B. Cassano UTET 1994

Obsessions and compulsions in the community: prevalence, interference, help-seeking, developmental stability, and co-occurring psychiatric conditions. Fullana MA, Mataix-Cols D, Caspi A, Harrington H, Grisham JR, Moffitt TE, Poulton R. Am J Psychiatry. 2009 Mar;166(3):329-36

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