Antidepressivi ed aumento di peso

Nell’ambito dei medicinali ad azione antidepressiva sono compresi  farmaci con meccanismi di azione estremamente differenti tra loro e per tale motivo può essere fuorviante descrivere le loro caratteristiche come se fossero una unica classe farmacologica. Per illustrare l’effetto dei farmaci antidepressivi sul peso corporeo è necessario quindi separare le diverse molecole (almeno in base al funzionamento) e successivamente analizzarne l’effetto sul peso. Questo lavoro è stato fatto in una revisione della letteratura che ha valutato separatamente l’effetto sul peso di antidepressivi triciclici (TCA), Inibitori delle monoamino-ossidasi (IMAO), Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina (SSRIs), ed altri antidepressivi definiti come “atipici” (AtAD) (Swartz et al 2009). Tra gli antidepressivi triciclici il farmaco più comunemente associato con l’incremento di peso era risultato l’amitriptilina, mentre al contrario la nortriptilina non avrebbe indotto variazioni significative di peso.  Gli inibitori delle monoamino-ossidasi sarebbero meno comunemente associati all’aumento di peso rispetto agli antidepressivi triciclici e tra gli IMAO la fenelzina sarebbe il farmaco con le maggiori capacità di indurre incremento ponderale. Sia tra gli IMAO che tra i TCA l’effetto sul peso sembra variare significativamente da un farmaco all’altro. Tra gli antidepressivi  classificati come atipici sono compresi farmaci con meccanismi di azione ed effetti sul peso molto differenti: l’uso di trazodone sarebbe associato con un modesto incremento di peso, mentre il bupropione avrebbe dimostrato capacità di indurre un calo del peso corporeo.  Il nefazodone non sarebbe stato associato a significative variazioni del peso corporeo, mentre l’antidepressivo che avrebbe dimostrato le maggiori capacità di indurre incremento ponderale sarebbe la mirtazapina. Anche tra gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina gli effetti sul peso sarebbero estremamente differenti tra le varie molecole. La fluoxetina avrebbe dimostrato un modesto effetto anoressizzante probabilmente limitato nel tempo. I dati su citalopram e fluvoxamina sembrerebbero indicare una sostanziale neutralità del farmaco rispetto all’incremento del peso corporeo. I dati su sertralina sarebbero decisamente contrastanti, con alcuni studi che sembrerebbero indicare una capacità del farmaco di indurre un calo di peso mentre in altri la stessa molecola sembrerebbe indurre aumento ponderale. Non vi sono ancora dati sufficienti per l’escitalopram data la sua relativamente recente introduzione in commercio, ma il suo profilo recettoriale renderebbe ipotizzabile una sua neutralità sul peso corporeo. Il dato più frequentemente confermato tra gli inibitori della ricaptazione della serotonina è la capacità di paroxetina di indurre incremento ponderale. Questi risultati ci confermano nel loro insieme che esistono importanti differenze tra i farmaci ad azione antidepressiva riguardo ai possibili effetti sul peso corporeo. Non tutti i farmaci antidepressivi fanno ingrassare, anzi molti sono neutri da questo punto di vista, o addirittura possono indurre un calo di peso. Vale la pena di ricordare che, quando si parla di effetto di un farmaco sul peso corporeo, qualsiasi variazione passa necessariamente e comunque attraverso cambiamenti dell’apporto calorico e del dispendio energetico. In assenza di incremento delle calorie ingerite e/o della diminuzione dell’attività fisica il farmaco più “ingrassante” non ha la capacità di modificare il peso. A tale proposito diventa essenziale, quando ci si rivolge allo specialista di fiducia per un trattamento antidepressivo, valutare assieme le abitudini di vita ed i comportamenti alimentari con il preciso scopo di non limitarsi all’ottenimento dell’efficacia antidepressiva (che rimane il principale obiettivo), ma anche di gettare le basi per mantenere o migliorare la forma fisica con tutte le relative implicazioni per il benessere del paziente.

Bibliografia essenziale:

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