La professoressa Claudia Martini, ordinario di biochimica presso il Dipartimento di Psichiatria, Neurobiologia, Farmacologia e Biotecnologie dell’Università di Pisa, partecipa all’evento di Viareggio 2012 per il corso su “Sintomi Somatici e Depressione” con la sua relazione sul ruolo dei neurosteroidi nell’azione antidepressiva.
Grazie alla sua partecipazione il ciclo di convegni che si svolgeranno nel 2012 sul tema delle somatizzazioni e della depressione sarà arricchito da aggiornamenti sui più recenti sviluppi in tema di biochimica della depressione e sul ruolo dei vari neurotrasmettitori nell’azione antidepressiva e nei sintomi somatici.
Il complesso rapporto tra inibitori selettivi della ricaptazione di serotonina e neurosteroidi sembra avere un ruolo chiave nell’azione farmacologica degli antidepressivi ed appare una promettente chiave di lettura per comprendere i meccanismi alla base dei sintomi fisici privi di base organica.
Come negli eventi precedenti le descrizioni cliniche, gli aspetti diagnostici e terapeutici saranno curati da Mario Di Fiorino, Jacopo Massei e Bruno Pacciardi.

 

L’anoressia nervosa è un disturbo mentale le cui caratteristiche nucleari sono rappresentate dalla deliberata perdita di peso, dal disturbo dell’immagine corporea e dalla paura patologica di aumentare di peso.
L’ Amenorrea secondaria (assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi o presenza di cicli mestruali solo successivamente alla somministrazione di terapia ormonale) è uno dei criteri per la diagnosi di Anoressia Nervosa secondo il manuale diagnostico e statistico delle malattie mentali (DSM-IV), ma l’amenorrea è anche la chiave fondamentale per comprendere alcune delle possibili complicanze mediche dell’Anoressia.
Le conseguenze a lungo termine dell’Anoressia Nervosa comprendono disfunzioni endocrine che portano a bassi livelli di gonadotropine e di estrogeni, ad amenorrea secondaria, e successivamente a perdita ossea e/o ad osteoporosi.
Il riassorbimento osseo, correlato con l’esposizione a bassi livelli di estrogeni, comporta a lungo termine un aumento del rischio di fratture così come può avvenire nel tardo periodo post-menopausale e giovani donne con anoressia nervosa possono sviluppare un rischio di frattura paragonabile a quelle di donne in postmenopausa di età molto avanzata. Leggi il seguito »