Un aiuto farmacologico per la Night Eating Syndrome, i primi dati non sono confermati

La Night Eating Syndrome (NES) è stata descritta per la prima volta da Stunkard nel 1955. Questo disturbo, che al momento ancora attende una definitiva classificazione nella nosografia delle patologie psichiche, è caratterizzato da iperfagia nelle ore serali, seguita da anoressia nelle prime ore del giorno, e si accompagna ad una forte compromissione emotiva. Rispetto agli altri le persone con NES consumano la maggior parte delle calorie successivamente al pasto serale (56% rispetto al 15%) e tendono a risvegliarsi più frequentemente nel corso della notte (da 3,6 vs 0,3 volte). La NES si verifica in circa il 1,5% della popolazione generale, con una maggiore prevalenza in determinati gruppi di pazienti: adulti con grave obesità (15%), soggetti candidati a by-pass gastro intestinale (10% – 42%), pazienti di sesso femminile con Disturbo da Crisi Bulimiche (BED) (15%), persone che frequentano centri o cliniche specializzate per il controllo del peso (8,9%), pazienti che si rivolgono presso centri specializzati per disturbi del sonno (5,8%) e pazienti psichiatrici ambulatoriali (12,3%).   

 

Rispetto ai controlli, i pazienti con NES hanno un probabilità 4.9 volte maggiore di avere un parente di primo grado con la stessa sindrome. Tale sindrome tende a verificarsi più frequentemente nei periodi di forte stress emotivi e spesso si associa ad una flessione del tono dell’umore sopratutto nelle ore serali. Fino a questo momento gli studi clinici disponibili per valutare l’efficacia dell’aiuto farmacologico nei pazienti con NES hanno valutato l’efficacia di dexfenfluramine (farmaco amfetamino-simile non in commercio in Italia), topiramato (antiepilettico ed antiemicranico) ed alcuni farmaci antidepressivi ad azione inibitoria selettiva sulla ricaptazione di serotonina (SSRIs). Tali studi sono ad un livello assolutamente iniziale e non consentono facili estrapolazioni sebbene vi siano dati preliminari promettenti riguardo all’impiego di Sertralina.

In un recente studio randomizzato e controllato gli autori hanno cercato di esaminare gli effetti a breve termine di Escitalopram (un SSRI di ultima generazione) nel trattamento della night eating syndrome.
Dallo studio è emerso che i pazienti trattati con Escitalopram, rispetto ai pazienti trattati con placebo, avvertivano una maggiore sensazione di fame al mattino e diminuzione di risvegli notturni finalizzati alla preparazione di uno spuntino. Non si sono verificati significativi cambiamenti nei sintomi di ansia o depressione. Si è rilevata una leggera diminuzione del peso corporeo nei pazienti trattati con Escitalopram ed un lieve aumento nei pazienti trattati con placebo, anche se tale differenza non aveva raggiunto la significatività dal punto di vista statistico. Nel campione non ci sono stati cambiamenti dei parametri fisici e vi sono stati pochissimi eventi avversi, come affaticamento, difficoltà di concentrazione, cefalea, nausea o problemi gastrointestinali. Nel complesso l’impiego di Escitalopram nel trattamento della NES in questo lavoro non ha dato risultati tali da raggiungere la significatività statistica e gli autori stessi sottolineano come alcuni elementi , ad esempio, presenza o assenza di umore depresso o diversità di gruppi etnici possano influire sulla risposta al trattamento. Ulteriori studi dovranno quindi essere fatti sia per poter identificare la precisa collocazione di questa sindrome che per poter definire le possibilità di un intervento farmacologico mirato per aiutare questo gruppo di pazienti.

Ringrazio Massimiliano e Simona Carducci per il loro aiuto in questo post

Bibliografia essenziale:

Stunkard AJ, Grace WJ, Wolff HG. The night-eating syndrome: a pattern of food intake among certain obese individuals. Am J Med. 1955;19:78Y88

Vander Wal JS. Night eating syndrome: a critical review of the literature.Clin Psychol Rev. 2012 Feb;32(1):49-59

Vander Wal JS, Gang CH, Griffing GT, Gadde KM. Escitalopram for treatment of night eating syndrome: a 12-week, randomized, placebo-controlled trial.J Clin Psychopharmacol. 2012 Jun;32(3):341-5.

Marazziti D, Rossi L, Baroni S, Consoli G, Hollander E, Catena-Dell’Osso M. Novel treatment options of binge eating disorder.Curr Med Chem. 2011;18(33):5159-64

 

 

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