I Disturbi Somatoformi, una sfida alla diagnosi

Fino dalla sua introduzione tra le categorie diagnostiche nel Manuale Diagnostico Statistico delle Malattie Mentali III (DSM-III), la categoria dei Disturbi Somatoformi è stata oggetto di accesi dibattiti. I Disturbi Somatoformi sono caratterizzati da deficit o alterazioni di funzioni fisiologiche non riconducibili a base organica che si associano ad uno sproporzionato livello di preoccupazione e di compromissione del funzionamento del paziente. Tali disturbi sono comuni nella pratica medica quotidiana e normalmente vengono valutati in contesti non psichiatrici.
La diagnosi dei disturbi somatoformi è particolarmente complessa data la frequente comorbidità con condizioni mediche generali ed altri disturbi psichici, quali i disturbi d’ansia e dell’umore, rappresentando ad oggi un formidabile problema di diagnosi differenziale per il clinico.
I Disturbi Somatoformi differiscono dai Disturbi Fittizi e dalla Simulazione poiché i sintomi non riconducibili a base organica non sono prodotti intenzionalmente (cioè sotto il controllo della volontà).
Dall’altro lato, i Disturbi Somatoformi possono essere distinti dai Fattori Psicologici che complicano le Condizioni Mediche generali per il fatto che non vi è nessuna condizione medica diagnosticabile a cui possano essere pienamente attribuibili i sintomi del paziente.

Nell’area dei Disturbi Somatoformi sono attualmente incluse le seguenti categorie diagnostiche:

• Disturbo di Somatizzazione (storicamente collegato all’Isteria e alla Sindrome di Briquet):
è un disturbo polisintomatico che comincia prima dei 30 anni, che dura per più anni, e che è caratterizzato da un quadro evolutivo e polisintomatico comprendente sintomi gastro-intestinali, sessuali, pseudo-neurologici ed eventualmente dolore

• Disturbo di Conversione:
è un disturbo che comporta sintomi ingiustificati di deficit riguardanti le funzioni motorie volontarie e sensitive, i quali potrebbero suggerire una condizione neurologica o medica generale in cui i fattori psicologici appaiono collegati con i sintomi o i deficit

• Disturbo Algico:
è caratterizzato dal dolore come punto focale principale dell’alterazione clinica. Inoltre vi è motivo di ritenere che qualche fattore psicologico abbia un importante ruolo nell’esordio, gravità, esacerbazione o mantenimento del sintomo

• Ipocondria:
è la preoccupazione legata al timore o alla convinzione di avere una grave malattia, basata sulla erronea interpretazione dei sintomi o delle funzioni corporee (senza che una Condizione Medica Generale che possa spiegare pienamente tali preoccupazioni)

• Disturbo Somatoforme Non Altrimenti Specificato:
è stato incluso per registrare i disturbi con sintomi somatoformi che non soddisfano pienamente i criteri per nessuno dei Disturbi Somatoformi specifici.

Nel tentativo di rendere più accurata la diagnosi identificando le cause dei disturbi somatoformi sono stati chiamati in causa di volta vari meccanismi patogenetici, di ordine genetico, fisiopatologico, e psicologico ma ad oggi non abbiamo certezze al riguardo.
L’unica certezza nel complesso processo che conduce alla diagnosi riguarda l’assoluta necessità di completare la valutazione medica generale nel modo più accurato possibile e se necessario con l’ausilio di test ematochimici e strumentali; in modo da giungere alla diagnosi di disturbo psichico soltanto dopo avere accertato o escluso l’eventualità di un processo patologico di tipo medico o chirurgico.

Bibliografia
– American Psychiatric Association (2000). DSM-IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , Fourth Edition, Text Revision. Edizione Italiana: Masson, Milano
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– Cloninger R & DoKucu M, The Medical Basis of Psychiatry, 2008: 181-194;
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