L’anoressia nervosa è un disturbo mentale le cui caratteristiche nucleari sono rappresentate dalla deliberata perdita di peso, dal disturbo dell’immagine corporea e dalla paura patologica di aumentare di peso.
L’ Amenorrea secondaria (assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi o presenza di cicli mestruali solo successivamente alla somministrazione di terapia ormonale) è uno dei criteri per la diagnosi di Anoressia Nervosa secondo il manuale diagnostico e statistico delle malattie mentali (DSM-IV), ma l’amenorrea è anche la chiave fondamentale per comprendere alcune delle possibili complicanze mediche dell’Anoressia.
Le conseguenze a lungo termine dell’Anoressia Nervosa comprendono disfunzioni endocrine che portano a bassi livelli di gonadotropine e di estrogeni, ad amenorrea secondaria, e successivamente a perdita ossea e/o ad osteoporosi.
Il riassorbimento osseo, correlato con l’esposizione a bassi livelli di estrogeni, comporta a lungo termine un aumento del rischio di fratture così come può avvenire nel tardo periodo post-menopausale e giovani donne con anoressia nervosa possono sviluppare un rischio di frattura paragonabile a quelle di donne in postmenopausa di età molto avanzata. Leggi il seguito »

Il professor Johan Vanderlinden dell’università di Lovanio (Belgio) presenta all’ospedale Versilia il ruolo del modello residenziale nella terapia integrata dell’Anoressia Nervosa e la Bulimia Nervosa assieme al professor Mauro Mauri
ed ai colleghi Adolfo Bandettini, Alessandro Del Debbio e Linda Pannocchia.

In occasione del congresso “psichiatria e pratica clinica” svoltosi a Napoli il 10/09/2011
è stato assegnato il premio “Lundbeck Award” al nostro lavoro dal titolo “escitalopram and weight loss, preliminary data” di Pacciardi Bruno, Cargioli Claudio, Belli Simone, Cotugno Biagio, Di Fiorino Mario, Mauri Mauro.

Il lavoro, presentato dal Dr Claudio Cargioli, riguarda l’osservazione naturalistica di un gruppo di pazienti in cui il trattamento della sindrome ansioso-depressiva con escitalopram non aveva prodotto un incremento ponderale bensì una iniziale riduzione.

Si deve precisare che sarà necessario un campione molto più ampio per poter definire il ruolo di escitalopram nella modulazione del peso corporeo; in quanto, dato l’attuale numero dei casi, il risultato non era tale da raggiungere la significatività statistica. Tale significatività era invece al di la di ogni ragionevole dubbio per quanto riguarda l’efficacia sulla comorbidità di ansia e depressione.

Con piacere anticipo i risultati di un lavoro di recente pubblicazione in cui sono stati valutati i disturbi di personalità in un campione di pazienti con disordini della condotta alimentare (sia anoressia che bulimia), in un gruppo di pazienti con disturbo bipolare ed in un gruppo di controllo privo di significativi disturbi psichiatrici.

La relazione tra i disturbi psichici classificati in Asse I (disturbi psichiatrici “maggiori”) e quelli classificati in Asse II (disturbi di personalità e ritardo mentale) secondo il manuale diagnostico e statistico delle malattie mentali (DSM-IV) rappresenta una delle aree nosografiche più controverse in psichiatria. Il disturbo bipolare (BIP) ed i disturbi della condotta alimentare (DCA) sono tra i disturbi di Asse I più studiati nei lavori sulla comorbidità tra disturbi psichiatrici “maggiori” ed i disturbi di personalità (DP).Questo lavoro ha valutato i rapporti tra DCA, BIP e DP avvalendosi delle Interviste Cliniche Strutturate sviluppate per la diagnosi multiassiale secondo il DSM-IV (SCID-I, SCID-II). Leggi il seguito »