Nomi poco azzeccati

scritto da il 2 aprile 2009

In psichiatria, e più in generale in tutte le neuroscienze, sembra sia in corso da tempo un campionato che premia il nome meno azzeccato. Il termine “Schizofrenia”, che per oltre due secoli ha rappresentato il paradigma della malattia mentale, non fa eccezione a questa curiosa tendenza a sviluppare nomi poco felici per definire alcuni fenomeni patologici ed i loro trattamenti.
Non vi è alcuna correlazione tra il significato etimologico della parola e l’entità patologica a cui tale parola si riferisce, ed il nome “schizofrenia” è stato mantenuto essenzialmente per ragioni storiche. Verso la fine dell’800 lo psichiatra tedesco Emil Kraepelin identifica come un’unica malattia la “dementia praecox” (che non è una demenza e non sempre è precoce) separandola dalle psicosi maniaco-depressive: In tal modo le psicosi maggiori vengono divise in due poli, uno più vicino a quelli che modernamente saranno poi definiti disturbi dell’umore (o disturbi affettivi) ed un altro più vicino alle psicosi di tipo schizofrenico. Leggi il seguito »