Volentieri rispondo ai colleghi del portale medico INDERMA che mi pongono alcune domande sul problema del disturbo da dismorfismo corporeo.

http://www.inderma.it/news_sheet.aspx?id_news=44

La dismorfofobia è un disturbo del comportamento che comporta un enorme carico di sofferenza per il paziente ed i suoi familiari, e che purtroppo spesso viene trascurato anche a livello di medicina specialistica. Ecco perché accolgo con particolare soddisfazione l’interesse di chirurghi estetici e dermatologi sull’argomento. Questi specialisti spesso si trovano in prima linea nel confronto con questa patologia e spero quindi che rispondere alle loro domande possa essere di aiuto sia nel migliorare la collaborazione nell’intervento sul paziente dismorfofobico che per contribuire ad informare il pubblico riguardo ad un problema ancora gravemente sottovalutato.

Depressione e insonnia

scritto da il 14 settembre 2010

Sia la depressione che l’insonnia sono fenomeni tutt’altro che rari. La depressione colpisce un adulto su sette durante il corso della vita ed interessa mediamente un adulto su venti nella popolazione generale europea e statunitense. Circa un terzo della popolazione generale adulta riferisce di avere difficoltà ad iniziare o mantenere il sonno, e dal 9 al 15% degli adulti riferiscono di avere un sonno talmente disturbato da riportarne delle conseguenze negative durante l’ attività diurna. L’associazione tra la depressione e l’insonnia è stata costantemente osservata nei lavori sull’argomento, ma siamo ben lontani dall’avere chiarito il motivo e le eventuali implicazioni della alta frequenza con cui tali fenomeni si accompagnano. Sappiamo che gli individui che soffrono di insonnia hanno un rischio maggiore di sviluppare la malattia depressiva e sappiamo che gli individui affetti da depressione maggiore presentano insonnia fino all’80% dei casi. Un altro elemento consolidato è che gli individui che continuano a presentare insonnia al termine di una depressione hanno un  rischio più alto di presentare delle ricadute depressive. Da questo punto in poi le certezze finiscono: non sappiamo ancora quale specifico tipo di insonnia colpisca gli individui con depressione e non conosciamo ne’ le cause ne’ il significato delle compresenza di insonnia e depressione. Leggi il seguito »

L’utilizzo di farmaci antipsicotici nel trattamento delle varie forme di disturbo bipolare non è certo una novità. Le forme più gravi di eccitamento maniacale venivano trattate con antipsicotici di prima generazione fin dagli anni ’70. La storia dei farmaci antipsicotici tuttavia comincia con le molecole di prima generazione (antipsicotici tipici o neurolettici) nel 1952, quando l’effetto antipsicotico di clorpromazina fu scoperto per caso da Delay e Deniker. Sempre a partire dagli anni ’50 inizia ad essere studiata quella che diventerà la molecola più estesamente impiegata nella terapia di tutti i tipi di psicosi, l’aloperidolo (Davis 1969). Le proprietà antipsicotiche dei primi neurolettici vengono messe in relazione con la loro capacità di bloccare i recettori delle monoamine, in particolare della dopamina. Nel corso degli anni tale ipotesi dimostrerà tutti i suoi limiti e l’azione dei farmaci antipsicotici verrà inquadrata in un contesto biochimico estremamente più complesso sia per quanto riguarda l’efficacia che per il profilo di effetti indesiderati. Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni 90 compaiono i primi studi sui farmaci antipsicotici di seconda generazione. Leggi il seguito »

Ricevo e volentieri pubblico il lavoro del collega Claudio Cargioli, medico chirurgo presso la scuola di specializzazione in psichiatria dell’università di Pisa.

Per informazioni o contatti claudiocargioli@gmail.com

Il Disturbo d’Ansia Generalizzata (GAD)

Il GAD rappresenta un comune disturbo psichiatrico, con una prevalenza dal 3 all’8% nella popolazione generale, un frequente esordio in età giovanile ed un rapporto maschi/femmine=1/2.
Spesso l’esordio di questo disturbo è graduale e insidioso, e la sintomatologia può essere lieve o attenuata (ma non per questo meno invalidante). Il paziente difficilmente è in grado di indicare con precisione nel tempo l’esordio del disturbo (‘sono nervoso da sempre’, ‘mi preoccupo di tutto’, ‘sono nato ansioso’).
Tipicamente i pazienti affetti da GAD appaiono cronicamente ansiosi e apprensivi, senza reali motivazioni, verso tutte le situazioni della vita, per la salute e l’incolumità dei propri familiari, per i problemi economici e per il proprio rendimento scolastico o lavorativo. Ad esempio, i pazienti riferiscono di non riuscire a rilassarsi, di vivere in uno stato di preoccupazione costante, di pensare che sia accaduta una disgrazia ai familiari quando sentono un’ambulanza. Leggi il seguito »