I neuroni specchio (mirror neurons) sono una classe di neuroni che si attivano selettivamente sia quando si compie un’azione, sia quando si osserva una azione mentre è compiuta da altri.
I neuroni dell’osservatore “rispecchiano” ciò che avviene nella mente del soggetto osservato, come se fosse l’osservatore stesso a compiere l’azione.
Questa classe di neuroni è stata individuata nei primati, in alcuni uccelli e nell’uomo ove tali neuroni sarebbero localizzati nelle aree cerebrali connesse con il movimento
Aspetti importanti della nostra vita cognitiva derivano dal movimento.
Alla base della capacità di comprendere il comportamento intenzionale altrui vi sarebbe quindi un meccanismo funzionale basato sul sistema motorio.
In questa prospettiva i movimenti vengono eseguiti al servizio di uno scopo e la motricità nel suo insieme sarebbe la dimensione in cui l’azione non è solo prodotta, ma anche e sopratutto percepita e compresa.
Studi effettuati sugli animali analizzano la modalità con cui alcuni neuroni dell’area pre-motoria F5 producono potenziali d’azione durante lo svolgimento di alcuni compiti.
Negli esempi ed esperimenti che seguono si tenterà di descrivere la natura e l’attività di tali neuroni. Alcuni neuroni si attivano (scaricano) quando dall’animale viene preso il cibo indipendentemente dalla strategia motoria utilizzata.

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Brevetti sui geni umani

scritto da il 31 marzo 2010

Un recente articolo sul “The Economist” porta all’attenzione del grande pubblico una spinosa questione: il problema dell’interesse dell’industria in ambito scientifico.
Gli sviluppi della medicina basata sulla genetica hanno consentito, oltre alla decodifica del genoma umano, la messa a punto dei primi test basati sulla mappatura del gene.
Il caso specifico riportato è quello di una azienda statunitense titolare del brevetto di due geni chiamati BRCA1 e BRCA2. E’ stato dimostrato che alcune versioni di questi geni sono associate a un alto rischio di cancro al seno e alle ovaie.
Questa situazione ha frustrato per molto tempo ricercatori, medici e gli attivisti del diritto. Essi sostengono che la “proprietà” dei due geni soffoca illegittimamente la scienza e le sue capacità di innovazione.
Il 29 marzo ultimo scorso, in una sentenza probabilmente destinata a diventare storica, un tribunale distrettuale federale di New York modifica l’approccio americano alla protezione dei brevetti sui geni emettendo una sentenza che, presa alla lettera, trasforma l’approccio americano alla protezione dei brevetti dei geni. Leggi il seguito »

Il collega Alessandro Del Debbio ci fornisce una descrizione di uno tra gli aspetti più complessi dei disturbi dell’umore, la fase dell’eccitamento maniacale

del debbio su you tube

Al termine di un serrato dibattito tra probizionisti ed antiproibizionisti sull’uso dei cannabinoidi (che a volte è stato veramente poco scientifico e molto ideologico) la ricerca neurofarmacologica arriva a mettere alcuni punti fermi: sembra attualmente possibile almeno sperimentare gli effetti farmacologici dei cannabinoidi separatamente rispetto agli effetti psicotropi sul sistema nervoso centrale. Una molecola permetterebbe infatti di valutare i possibili effetti farmacologici dei cannabinoidi senza avere effetti psicotropi sul cervello. Leggi il seguito »