Il colloquio psichiatrico
scritto da Bruno Pacciardi il 15 luglio 2010
In questo video il Professor Di Fiorino descrive il colloquio psichiatrico
Neuro Farmacologia
scritto da Bruno Pacciardi il 15 luglio 2010
In questo video il Professor Di Fiorino descrive il colloquio psichiatrico
scritto da Bruno Pacciardi il 5 gennaio 2010
I sintomi medici non spiegati da una fisiopatologia organica nota (Medical
Unexplained Symptoms o UMS) rappresentano una delle sfide più complesse sia per il medico di medicina generale che per lo psichiatra e comportano un elevato impegno in termini di impiego di risorse sanitarie. Nella maggior parte dei casi i pazienti con tali sintomi giungono all’osservazione del medico di base o dello specialista non psichiatra, richiedono un intervento per una malattia difficilmente diagnosticabile, spesso resistente ai comuni trattamenti e che causa una importante compromissione del funzionamento a livello personale, sociale, scolastico e lavorativo. Nella medicina di base dal 25 al 50% dei casi non si rileva una causa somatica sufficiente a spiegare i sintomi presentati dal paziente (Barsky e Borus, 1995). I sintomi privi di base organica rappresentano un serio problema per la medicina generale, in quanto i pazienti sono fortemente impegnati, hanno elevate percentuali di comorbidità con altri disturbi psichiatrici, sono a rischio di procedure diagnostiche e terapeutiche non necessarie e potenzialmente pericolose (es ripetuti interventi chirurgici, ospedalizzazioni prolungate, etc.). Leggi il seguito »
scritto da Bruno Pacciardi il 18 agosto 2009
Il concetto di comorbidità è stato introdotto nella letteratura medica nel 1970 per indicare una condizione clinica caratterizzata dalla presenza, contemporanea o in momenti diversi della vita, di più disturbi nello stesso paziente (es. un infartuato con un rafreddore).
La valutazione della comorbidità in psichiatria non rappresenta soltanto un mero esercizio di stile oppure uno sfoggio di cultura psicopatologica, ma è un concetto estremamente pratico con importantissime implicazioni sia per la diagnosi che per il trattamento. 
La valutazione psichiatrica non si limita solo alla analisi del processo patologico che porta il paziente all’osservazione clinica, ma comprende (o dovrebbe comprendere) una accurata ricerca delle eventuali forme patologiche (sia a piena espressione clinica che attenuate) che accompagnano il disturbo.
La visita psichiatrica non può inoltre prescindere dalla indagine sulla struttura di personalità in cui l’eventuale disturbo si innesca e dalla raccolta delle informazioni sulle eventuali patologie internistiche o chirurgiche del paziente.
La valutazione della comorbidità medica e psichiatrica consentono l’approccio a quadri psicopatologici apparentemente complessi e permettono una più sicura impostazione del trattamento. Leggi il seguito »