Il riconoscimento e gestione dei sintomi somatici resta un tema centrale nella pratica clinica del medico. Il corso che si è svolto nella cornice delle colline senesi ha permesso a professionisti provenienti da varie regioni d’Italia di confrontarsi su questo tema.

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Le diapositive della presentazione possono essere scaricate dal link che segue.

 

http://www.neurofarmacologia.net/wp-content/plugins/downloads-manager/img/icons/pdf.gif download: Somatizzazioni, Lucignano D'Arbia 2015 (1.96MB)
added: 18/05/2015
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Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è un disturbo psichico caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni che colpisce dall’1 al 3% dei bambini e degli adulti nel mondo senza distinzioni di culturali o geografiche. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il DOC sarebbe incluso tra le principali cause di disabilità nel mondo sviluppato collocandosi all’ottavo posto tra le principali cause di malattia nella popolazione adulta dei paesi sviluppati.
Attualmente le evidenze scientifiche disponibili sono ormai univoche nell’indicare l’efficacia dei farmaci attivi sul sistema serotoninergico nella terapia di tutte le forme di DOC, e quindi sia degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRIs), sia di alcuni antidepressivi triciclici (TCA) che, più recentemente, dei nuovi farmaci selettivi a doppia azione su serotonina e noradrenalina (SNRIs). La non infrequente presenza di casi resistenti alla monoterapia farmacologica con SSRIs ha tuttavia reso necessario lo studio e la messa a punto di varie strategie di potenziamento delle terapie farmacologiche che spaziano dalle combinazioni tra antidepressivi alle associazioni con farmaci antipsicotici atipici di ultima generazione.

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Dopo il secondo evento del ciclo sul tema dei sintomi somatici e la depressione il focus della discussione si sposta dalle problematiche inerenti la diagnosi alle peculiarità del rapporto medico paziente. Nel caso dei pazienti con sintomi somatici infatti la relazione terapeutica è talmente delicata da rendere necessaria una particolare cura da parte del terapeuta.

La ricca discussione, successiva alle presentazioni, ha permesso una interattività tale da consentire di affrontare assieme ai colleghi di medicina generale alcuni dei temi più problematici che essi affrontano nella loro pratica quotidiana

Finalmente in un recentissimo articolo due sostanziali novità in un solo lavoro. In una revisione della letteratura sull’effetto degli antidepressivi sul peso corporeo uscita sul Journal of Clinical Psychiatry (Serretti e Mandelli , 2010) gli autori si pronunciano sul fatto che gli antidepressivi non siano tutti uguali e che non tutti i farmaci con azione antidepressiva sul sistema nervoso centrale facciano ingrassare. Come già anticipato in altri lavori commentati su questo blog http://www.neurofarmacologia.net/2010/02/25/antidepressivi-ed-aumento-di-peso/#more-902
riguardo a studi precedenti, questa revisione di 116 studi sull’argomento permette di trarre delle effettive conclusioni: Non soltanto non tutti i farmaci ad azione antidepressiva fanno ingrassare, ma addirittura nell’ambito della stessa classe farmacologica gli effetti sul peso possono essere diversi quando addirittura non opposti. Leggi il seguito »