mobbing, la psichiatria ed il diritto

Di mobbing, hazing, stalking e bullismo si sentiva parlare in passato come di comportamenti prevalenti in altre società, quali quelle Nordamericana e dei paesi scandinavi.
Da alcuni anni la diffusione di questi quadri ha assunto dimensioni preoccupanti anche in Italia, costituendo una delle questioni più attuali nella psicologia ed intorno alla quale si è aperto un acceso dibattito.
E’ utile cercare di chiarire quali dinamiche stiano alla base di questi fenomeni e le conseguenze che essi determinano, al fine di poter progettare interventi funzionali a modificare positivamente le relazioni interpersonali. Su questi stessi argomenti è stato recentemente pubblicato il libro

Il mobbing si configura in ambito lavorativo. Il termine è stato utilizzato in etologia per indicare l’attacco collettivo in branco di una moltitudine di animali più deboli verso l’animale più forte, il predatore. A fini descrittivi, il termine è stato applicato anche al nostro contesto sociale alla luce della crescente incidenza di dinamiche conflittuali in ambito lavorativo. Nel testo libro viene proposta una casistica italiana di cui, dopo un inquadramento nosografico e diagnostico iniziali, vengono rilevati il livello di sofferenza ed il grado di funzionamento globale attraverso l’impiego di rating scales esploranti il danno psichico ed il nesso causale tra eventi mobbizzanti e patologia,.
L’hazing rappresenta una degenerazione dei riti di iniziazione all’interno dei collegi, dei circoli sportivi, delle confraternite universitarie e delle istituzioni militari. Questo fenomeno, che sempre accompagna la cooptazione in una realtà gruppale, può avere  conseguenze talvolta molto gravi sia sul piano fisico che su quello psico-sociale. Chi commette gli abusi mette in atto di meccanismi di difesa (per esempio, la razionalizzazione e la colpevolizzazione delle vittime). Affronteremo anche i profili legali. Riteniamo peraltro utile rivalutare la dimensione positiva e costruttiva dei gruppi: l’esistenza delle confraternite e dei circoli riflette l’esigenza dell’uomo di soddisfare bisogni sociali di appartenenza, affiliazione e di realizzazione sociale.
Il bullismo è un fenomeno sociale che inizia ad interessare un’adolescenza la quale sembra sempre più dilatarsi. Vede in primo piano il coinvolgimento del gruppo ma, al tempo stesso, chiama in causa lo stile educativo genitoriale, le caratteristiche della personalità dei genitori ed il temperamento dei ragazzi. Le figure coinvolte sono diverse: il bullo (leader o ansioso), la vittima (passiva o provocatrice), i gregari, i sostenitori del bullo ed i difensori della vittima. Le conseguenze di tali azioni possono evolvere, nei casi più gravi, anche in quadri psicopatologici importanti che finiscono per compromettere la qualità di vita delle vittime.
Con il termine stalking vengono indicati quei comportamenti messi in atto dal molestatore nei confronti dell’ex partner o comunque di una persona con cui ha desiderato (e a volte creduto) di stabilire rapporti significativi. In genere lo stalker non si rassegna di fronte al rifiuto e cerca occasioni di incontro (con appostamenti), con messaggi (telefonici, e-mail), in circostanze che il soggetto passivo vive come intrusioni nella sua vita

su questi stessi argomenti è stato organizzato un incontro in cui psichiatri, magistrati e avvocati si confrontano su questi temi:

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