Il disturbo ossessivo compulsivo resistente, le opzioni per il trattamento

14 Commenti

  1. Mi permetto di intervenire per far presente come, nonostante l’indubbia utilità del trattamento farmacologico, tutti gli studi evidenzino l’utilità, soprattutto per i pazienti resistenti, di associare alla farmacoterapia una terapia cognitivo comportamentale. Credo pertanto questa opportunità debba essere tenuta primariamente in considerazione, anziché continuare a modificare le terapie farmacologiche e basta.
    Per ulteriori informazioni http://www.ipsico.org/disturbo_ossessivo-compulsivo.htm

  2. Bruno Pacciardi

    Ringrazio per il commento che permette di chiarire un punto molto importante. L’efficacia della psicoterapia cognitivo comportamentale del DOC (CBT) è dimostrata al di la di ogni ragionevole dubbio ed infatti le linee guida dell’American Psychiatric Association raccomandano LA CBT come trattamento di prima linea. Ma proprio per questo motivo parlare di “DOC resistente”, come in questo articolo, significa necessariamente parlare di pazienti che abbiano già praticato tale psicoterapia senza beneficio. Le strategie di potenziamento farmacologico vengono quindi essere prese in considerazione per pazienti che, essendo resistenti, per definizione non hanno risposto alla psicoterapia. Comunque è importante ricordare che la letteratura scientifica è ormai univoca nel considerare la psicoterapia e la farmacoterapia come presidi terapeutici complementari e non alternativi nel trattamento del DOC.

  3. In questo senso sono pienamente d’accordo con il collega. Unico suggerimento, per l’utente, è quello di verificare di aver effettivamente intrapreso una terapia cognitivo comportamentale adeguata, perché purtroppo oggigiorno molti si “vendono” come terapeuti preparati in tal senso, perché gli utenti chiedono questo, ma non hanno formazione né esperienza specifica in tal senso. Una buona terapia farmacologica è relativamente indipendente da chi la prescrive, mentre una buona psicoterapia è totalmente dipendente dalle capacità e caratteristiche umane del terapeuta. La sua inefficacia, pertanto, non è necessariamente una prova del fatto che il paziente è “resistente”, ma può essere solo stato “sfortunato” nell’essersi imbattuto in professionisti non adeguatamente qualificati.

  4. Laura Costanzo

    Ho letto che il DOC è causato da un eccesso di serotinina. La sertralina, ad esempio, oltre ad aumentare il livello di serotonina aumenta anche il livello di dopamina. A sua volta, un eccesso di serotonina e dopamina possono provocare schizofrenia e psicosi. Allora perchè curare con la sertralina i pazienti che soffrono di DOC?

  5. Bruno Pacciardi

    Purtroppo, come spesso succede, cercando di semplificare un concetto si creano confusioni ed errori. Ciò che lei ha letto è semplicistico e non corretto: il DOC non è causato da una unica disfunzione biochimica, men che meno è causato solo da un eccesso di serotonina. Le alterazioni alla base della fisiopatologia del DOC sono un pochino più complicate. Basti pensare che la serotonina è uno dei neuromediatori meno specifici del sistema nervoso centrale ed è coinvolta in moltissime funzioni differenti tra loro. Nel tentativo di spiegare dettagliatamente la neurofisiologia del DOC stiamo preparando una monografia in italiano proprio su questo argomento. Nel frattempo posso consigliare di approfondire l’argomento da fonti più affidabili? consiglierei due eccellenti articoli sull’argomento a chi interessa approfondire Philos Trans R Soc Lond B Biol Sci. 2013 Feb 25;368(1615):20120435. doi: 10.1098/rstb.2012.0435. Print 2013.
    Anxiety and affective disorder comorbidity related to serotonin and other neurotransmitter systems: obsessive-compulsive disorder as an example of overlapping clinical and genetic heterogeneity.
    Murphy DL, Moya PR, Fox MA, Rubenstein LM, Wendland JR, Timpano KR.

    Postgrad Med. 2012 Jan;124(1):152-65. doi: 10.3810/pgm.2012.01.2528.
    The nature, assessment, and treatment of obsessive-compulsive disorder.
    McGuire JF, Lewin AB, Horng B, Murphy TK, Storch EA.

  6. Bruno Pacciardi

    Grazie della domanda, si tratta di un equivoco piuttosto comune. Di per se gli antidepressivi ad azione sul sistema serotoninergico NON possono provocare fenomeni allucinatori, ma se la diagnosi psichiatrica per cui sono prescritti non è corretta si corre il rischio di dare farmaci antidepressivi a persone che soffrono di gravi forme di disturbo bipolare. In tali casi una riacutizzazione della malattia potrebbe manifestarsi anche con fenomeni allucinatori, ma tali fenomeni dipenderebbero comunque dalla malattia e non dal farmaco

  7. Laura Costanzo

    Quindi, nel caso dei disturbi d’ansia, compreso il DOC, la sertralina aggiunge serotonina nuova o modula quella che è già presente tra i neuroni? Grazie

  8. Bruno Pacciardi

    La inibizione della ricaptazione di serotonina (che è il meccanismo di azione principale della sertralina) non aggiunge ma modula i livelli di serotonina nelle sinapsi

  9. Laura Costanzo

    Ricaptando l’eccesso di serotonina si favorisce una concentrazione maggiore della serotonina e l’azione è più prolungata. In questo modo, non ci sarebbe il rischio di creare un eccesso di serotonina? Ultimamente, è stato scoperto che una delle più potenti droghe allucinogene, ovvero l’LSD, agisce proprio accendendo eccessivamente la serotonina. Qual’è la differenza? Scusi le mille domande ma spesso, quando si tratta di argomenti così delicati, ci si confonde facimente. Grazie mille

  10. Bruno Pacciardi

    Temo che questo sia inesatto, il meccanismo di azione della dietilamide dell’acido lisergico (LSD) è molto più complesso e non agisce su di un solo sistema neurotrasmettitoriale.

  11. cirobor

    Esiste dunque un farmaco capace di inibire la riicaptazione della serotonina e della dopamina ? Ricordo un farmaco ( nortimil , desipramina ) commercializzato anni addietro anche per via parenterale e , senza tema di dubbi, l’effetto antidepressivo ( mi riferisco ad un sonno ristoratore assciato ad un benessere psico- fisico mattutino ) si rilevava straordinario. Il fatto che funzionava con unica somministrazione serale per via intramuscolare. Certo è la stranezza degli effetti soggettivi del farmaci psicotropi…..ma che fine a fatto e perche’ questo effetto paradosso rispetto a quanto scritto in letteratura?

  12. Bruno Pacciardi

    Ringrazio per la domanda che mi da l’opportunità di chiarire alcuni punti importanti. I farmaci che possono inibire sia la ricaptazione di serotonina che di dopamina esistono e sono in commercio da diverso tempo. Tale meccanismo d’azione si ritrova sia tra farmaci piuttosto datati, come i vecchi inibitori delle monoamino ossidasi (IMAO), sia tra i nuovi farmaci cosidetti “a doppia azione” o SNRIs (duloxetina e venlafaxina), ma dobbiamo ricordare che uno specifico effetto dopaminergico non è specificamente dimostrato per il farmaco a cui lei si riferisce (desipramina). L’ efficacia antidepressiva di desipramina non è invece assolutamente in discussione data la mole di dati esistenti sull’argomento. Ci tengo a ribadire la necessità di praticare eventuali terapie intramuscolari sotto stretto controllo specialistico.

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