Fino dalla sua introduzione tra le categorie diagnostiche nel Manuale Diagnostico Statistico delle Malattie Mentali III (DSM-III), la categoria dei Disturbi Somatoformi è stata oggetto di accesi dibattiti. I Disturbi Somatoformi sono caratterizzati da deficit o alterazioni di funzioni fisiologiche non riconducibili a base organica che si associano ad uno sproporzionato livello di preoccupazione e di compromissione del funzionamento del paziente. Tali disturbi sono comuni nella pratica medica quotidiana e normalmente vengono valutati in contesti non psichiatrici.
La diagnosi dei disturbi somatoformi è particolarmente complessa data la frequente comorbidità con condizioni mediche generali ed altri disturbi psichici, quali i disturbi d’ansia e dell’umore, rappresentando ad oggi un formidabile problema di diagnosi differenziale per il clinico.
I Disturbi Somatoformi differiscono dai Disturbi Fittizi e dalla Simulazione poiché i sintomi non riconducibili a base organica non sono prodotti intenzionalmente (cioè sotto il controllo della volontà).
Dall’altro lato, i Disturbi Somatoformi possono essere distinti dai Fattori Psicologici che complicano le Condizioni Mediche generali per il fatto che non vi è nessuna condizione medica diagnosticabile a cui possano essere pienamente attribuibili i sintomi del paziente. Leggi il seguito »