Fin dal suo avvento nei primi anni 50 i farmaci antipsicotici erano stati sviluppati con lo scopo di controllare i sintomi della schizofrenia. Nel corso del tempo l’impiego di tali farmaci si è esteso comprendendo il trattamento dei sintomi del disturbo bipolare e di altre patologie psichiche migliorandone in molti casi la prognosi.
Gli antipsicotici di prima generazione agivano principalmente attraverso il bloccaggio dei recettori per il neurotrasmettitore dopamina, ed il profilo di effetti indesiderati legati a tale meccanismo comprendeva sintomi e segni come l’eccessiva produzione dell’ormone prolattina, un insieme di disturbi del movimento denominati “sintomi extrapiramidali” e alcune anomalie a carico del sistema cardiovascolare.
Gli antipsicotici di seconda generazione, sviluppati successivamente, avevano un profilo recettoriale più ampio combinando in varia misura l’antagonismo dopaminergico con antagonismo sui recettori del neurotrasmettitore serotonina. La differenza nel meccanismo d’azione comportava importanti differenze nel profilo degli effetti indesiderati che comprendeva principalmente incremento ponderale, disfunzioni nel metabolismo degli zuccheri e dei lipidi, ed alterazioni dei parametri pressori (“sindrome metabolica”). Leggi il seguito »

Giovedì 16 luglio 2009 alle ore 21.00, presso il Polo CSM-La Rocca, in via S. Agostino 15 a Pietrasanta (LU)
verrà presentato il libro “Il disturbo di Panico” di Mario Di Fiorino e Guido Jacopo Massei