La Night Eating Syndrome (NES) è stata descritta per la prima volta da Stunkard nel 1955. Questo disturbo, che al momento ancora attende una definitiva classificazione nella nosografia delle patologie psichiche, è caratterizzato da iperfagia nelle ore serali, seguita da anoressia nelle prime ore del giorno, e si accompagna ad una forte compromissione emotiva. Rispetto agli altri le persone con NES consumano la maggior parte delle calorie successivamente al pasto serale (56% rispetto al 15%) e tendono a risvegliarsi più frequentemente nel corso della notte (da 3,6 vs 0,3 volte). La NES si verifica in circa il 1,5% della popolazione generale, con una maggiore prevalenza in determinati gruppi di pazienti: adulti con grave obesità (15%), soggetti candidati a by-pass gastro intestinale (10% – 42%), pazienti di sesso femminile con Disturbo da Crisi Bulimiche (BED) (15%), persone che frequentano centri o cliniche specializzate per il controllo del peso (8,9%), pazienti che si rivolgono presso centri specializzati per disturbi del sonno (5,8%) e pazienti psichiatrici ambulatoriali (12,3%).   

 

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L’ultimo incontro previsto per il 2012 sul tema dei sintomi somatici ed il loro rapporto con la depressione si è svolto a lecce il 12/05/2012. In questa occasione, oltre all’inquadramento clinico dei disturbi somatoformi, il focus dei lavori si è spostato sul loro trattamento e sulle difficoltà di presa in carico del paziente da parte del medico di base.

La professoressa C Martini Introduce il corso

Il collega Massei partendo dal problema del doctor shopping giunge a descrivere i complessi rapporti tra ipocondria, patofobia e disturbo ossessivo compulsivo