Durante i trattamenti antidepressivi il rischio di indurre o slatentizzare un disturbo bipolare è una delle principali preoccupazioni dello psichiatra.
Dal punto di vista dell’osservazione clinica trasversale (cioè la valutazione dei sintomi presentati al momento della visita e non il decorso precedente e la storia familiare) le depressioni unipolari (cioè i disturbi caratterizzati eslusivamente da fasi depressive) e le depressioni bipolari (cioè i disturbi caratterizzati da fasi depressive alternate a fasi di eccitamento maniacale) sono tutt’altro che facili da distinguere.
Esiste una ricchissima documentazione riguardo alle procedure per una corretta diagnosi di depressione bipolare la cui esposizione richiederebbe una trattazione estesa ed a se stante.
Il punto che ci interessa a tal proposito è semplicemente mettere in evidenza il rischio che si corre, prescrivendo una qualunque terapia antidepressiva, di gettare benzina sul fuoco di una depressione bipolare non riconosciuta trasformando la fase depressiva di un paziente in una fase eccitativa e quindi rendendone ancora più difficile la stabilizzazione e ne peggiorandone il decorso complessivo. Leggi il seguito »

Il disturbo da uso di sostanze alcoliche è una patologia grave che rischia di essere presentata sui mezzi di informazione in maniera eccessivamente catastrofica e rinunciataria (una malattia inguaribile o trattabile soltanto in un numero ristretto di casi fortunati) oppure rischia di essere liquidata sbrigativamente come una cattiva abitudine praticamente priva di conseguenze.
In questa nuova intervista il professor Di Fiorino descrive il problema-alcol tentando di informare in modo chiaro e dettagliato sia gli operatori del settore che le famiglie ed i pazienti.
Durante l’intervista viene presentato il libro “Alcol e Droghe, guida pratica per pazienti, familiari ed operatori” per tutti gli interessati all’approfondimento del problema

Il disturbo di panico è uno dei disturbi d’ansia che più frequentemente si incontrano nella pratica clinica psichiatrica. Allo stesso tempo è uno dei disturbi più frustranti poichè, a fronte di una presentazione clinica eclatante e ad una esperienza decisamente drammatica, il paziente si sente sminuito dall’atteggiamento del medico che, una volta appurata la mancanza di una base organica per i sintomi, liquida semplicemente il paziente dicendogli “..è solo ansia…”

Purtroppo la presentazione clinica di questo disturbo è in molti casi tale da stravolgere letteralmente la vita dei pazienti che ne soffrono.

In questa video intervista Il professor Di Fiorino ci accompagna alla scoperta degli attacchi di panico e delle loro conseguenze