Per molte persone il fumo di sigaretta è un normale compagno della propria vita. L’atteggiamento comune delle persone verso il fumo oscilla tra i due estremi della criminalizzazione sproporzionata e dell’indifferenza più totale. I numeri che emergono da alcuni studi su questo argomento non lasciano spazio a grandi margini di dubbio. Circa 100 milioni di morti sono riconducibili al fumo di tabacco ed esistono malattie inequivocabilmente correlate con il fumo di sigaretta. Pertanto il fumo di sigaretta viene attualmente considerato la più importante fonte prevenibile di malattia e di mortalità in tutto il mondo. L’intervento sul fumo di sigaretta sta cominciando a diventare un problema di salute pubblica con cui le varie branche della medicina si devono confrontare. Tuttavia le basi della appetizione patologica verso il fumo di tabacco risiedono nei meccanismi cerebrali dei sistemi di auto gratificazione connessi con il neurotrasmettitore dopamina. Leggi il seguito »

Riportiamo di seguito il lavoro dell’amico e collega Alessio Mini, psicologo clinico e psicoterapeuta presso la ASL-6, sulla mindfulness nel trattamento dei Disturbi della Condotta Alimentare. minialessio@katamail.com

La mindfulness è una pratica meditativa buddhista, una forma di consapevolezza, un modo di essere o un modo di vedere consistente nel fare attenzione alla propria esperienza; significa “fare attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante” (Kabat-Zinn, 1994), “essere presenti nel momento, lasciando che le cose siano esattamente così come sono, senza cercare di cambiare nulla” (Kabat-Zinn, 1990).
Fin dai primi anni ottanta, Jon Kabat-Zinn, assieme ai suoi colleghi, ha elaborato il programma Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR) presso la Stress Reduction Clinic, presso l’Università del Massachusetts a Worcester. Negli anni il programma si è dimostrato efficace nell’alleviare la sintomatologia fisica e psicologica di pazienti sofferenti di una grande varietà di patologie (Kabat-Zinn, 2003).
Da allora sono stati messi a punto diversi approcci terapeutici, oramai largamente conosciuti, che hanno implementato al proprio interno la mindfulness, tra cui spiccano la terapia comportamentale dialettica (Dialectical Behavior Therapy, DBT) della Linehan per il trattamento del disturbo borderline di personalità (Linehan et al., 1991; Linhean, 1993) e la terapia cognitiva basata sulla mindfulness (Mindfulness-Based Cognitive Therapy, MBCT) per la prevenzione delle ricadute nella depressione (Segal et al., 2002; Teasdale et al., 1995, 2000). Leggi il seguito »

Il collega Alessandro Del Debbio ci fornisce una descrizione di uno tra gli aspetti più complessi dei disturbi dell’umore, la fase dell’eccitamento maniacale

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Il disturbo di panico è uno dei disturbi d’ansia che più frequentemente si incontrano nella pratica clinica psichiatrica. Allo stesso tempo è uno dei disturbi più frustranti poichè, a fronte di una presentazione clinica eclatante e ad una esperienza decisamente drammatica, il paziente si sente sminuito dall’atteggiamento del medico che, una volta appurata la mancanza di una base organica per i sintomi, liquida semplicemente il paziente dicendogli “..è solo ansia…”

Purtroppo la presentazione clinica di questo disturbo è in molti casi tale da stravolgere letteralmente la vita dei pazienti che ne soffrono.

In questa video intervista Il professor Di Fiorino ci accompagna alla scoperta degli attacchi di panico e delle loro conseguenze