La stabilizzazione dei disturbi dell’umore è uno degli argomenti più controversi e dibatutti nella psichiatria contemporanea. I limiti diagnostici e le implicazioni per il trattamento della depressione, della mania e del disturbo bipolare non cessano di attirare l’interesse di clinici e ricercatori con la prospettiva di trovare sempre nuove possibilità di terapia e di ottimizzare l’uso dei trattamenti già noti. La lamotrigina (nome commerciale: Lamictal) è un antiepilettico che in Italia ha ricevuto  l’indicazione per la prevenzione degli episodi depressivi nei pazienti affetti da disturbo bipolare. Questo significa che per migliorare i sintomi depressivi in pazienti affetti da disturbo bipolare (in cui gli antidepressivi rischiano di elevare eccessivamente il tono dell’umore inducendo una fase espansiva della malattia) può essere utilizzato un antiepilettico. L’ efficacia di lamotrigina sui sintomi depressivi differenzia questo farmaco dagli altri antiepilettici utilizzati nei disturbi dell’umore (acido valproico, carbamazepina, oxcarbamazepina, gabapentin, etc) che risultano invece prevalentemente efficaci sui sintomi eccitativi e quindi sono più utili nelle fasi maniacali o miste del disturbo bipolare (Mahi et al 2009). A differenza della maggioranza delle farmacoterapie attualmente disponibili per il trattamento dei disturbi dell’umore (e di quanto risulta per gli altri antiepilettici) l’assunzione di questo farmaco non è stato associato ad alcun aumento di peso corporeo. esistono anzi i primi studi clinici in cui questo farmaco viene testato come anti obesità in pazienti che non soffrono di epilessia o di alcuna paologia psichica (Merideth 2006). Leggi il seguito »

Il litio (dal greco lithos, “pietra”) venne scoperto da Johann Arfvedson nel 1817. Arfvedson trovò il nuovo elemento all’interno dei minerali di spodumene, lepidolite e petalite, che stava analizzando sull’isola di Utö in Svezia.
L’interesse per l’impiego del litio in campo medico risale alla metà del 1800 quando ne venne ipotizzata l’utilità nel trattamento della gotta.
Negli anni successivi, le descrizioni delle potenzialità terapeutiche del litio si moltiplicarono stimolando addirittura la diffusione acque minerali (Lithia Water) e birra (Lithia Beer) contenenti litio.
A partire dalla fine del 1940  e fino al 1949 furono pubblicati i primi “reports” che descrivevano casi di avvelenamento dovuti ad intossicazione da litio cloridrato. Leggi il seguito »

Fin dal suo avvento nei primi anni 50 i farmaci antipsicotici erano stati sviluppati con lo scopo di controllare i sintomi della schizofrenia. Nel corso del tempo l’impiego di tali farmaci si è esteso comprendendo il trattamento dei sintomi del disturbo bipolare e di altre patologie psichiche migliorandone in molti casi la prognosi.
Gli antipsicotici di prima generazione agivano principalmente attraverso il bloccaggio dei recettori per il neurotrasmettitore dopamina, ed il profilo di effetti indesiderati legati a tale meccanismo comprendeva sintomi e segni come l’eccessiva produzione dell’ormone prolattina, un insieme di disturbi del movimento denominati “sintomi extrapiramidali” e alcune anomalie a carico del sistema cardiovascolare.
Gli antipsicotici di seconda generazione, sviluppati successivamente, avevano un profilo recettoriale più ampio combinando in varia misura l’antagonismo dopaminergico con antagonismo sui recettori del neurotrasmettitore serotonina. La differenza nel meccanismo d’azione comportava importanti differenze nel profilo degli effetti indesiderati che comprendeva principalmente incremento ponderale, disfunzioni nel metabolismo degli zuccheri e dei lipidi, ed alterazioni dei parametri pressori (“sindrome metabolica”). Leggi il seguito »

Disponibile in Europa fin dal 1980 l’Oxcarbamazepina (Nome commerciale: Tolep ) è un farmaco appartenente alla categoria degli antiepilettici con una struttura chimica molto simile a quella del suo “predecessore” Carbamazepina. L’ Oxcarbamazepina differisce dalla Carbamazepina per proprietà farmacocinetiche (interferisce molto meno con gli altri farmaci somministrati in associazione) ed in quanto a tossicità (non forma metaboliti tossici quali l’epossido). Nonostante le sue interferenze con gli altri farmaci siano minori rispetto a quelle di altri anticomiziali questa molecola non è del tutto priva di interazioni clinicamente significative. Leggi il seguito »