Antidepressivi ed aumento di peso, alcune conferme
scritto da Bruno Pacciardi il 30 novembre 2010
Neuro Farmacologia
scritto da Bruno Pacciardi il 30 novembre 2010
scritto da Bruno Pacciardi il 9 novembre 2010
Mario Di Fiorino ringrazia gli 80 colleghi che hanno partecipato al convegno “I PROGRAMMI PER IL DISTURBO BIPOLARE oltre la fase critica” svoltosi ieri all’Hotel Esplanade Viareggio, in particolare i relatori Terence A. Ketter, Direttore della Bipolar Disorders Clinic della Stanford University, Matteo Balestrieri, Andrea Fagiolini, Fabrizio Schifano, Bruno Pacciardi, Alessandro Del Debbio, Jacopo Massei e Francesco Simonetti
Durante il convegno è stato presentato il progetto Lithium Information Network per la valutazione dell’uso dei sali di litio nei disturbi affettivi
Lithium Information Network: il panel sull’uso clinico dei sali di litio
scritto da Bruno Pacciardi il 22 settembre 2010
Il dolore fisico è il sintomo più comune in tutta la medicina. Più della metà dei sintomi che i pazienti riferiscono al medico riguardano forme di dolore fisico.
Nella popolazione generale una percentuale che arriva al 40% riferisce sintomi dolorosi persistenti, e fino al 15% dei sintomi riferiti sarebbero presenti quotidianamente (Leuchter et al 2009). Spesso la base organica di questi sintomi dolorosi non viene chiaramente ed esaurientemente definita (Marple et al 1997). Il dolore fisico e la depressione sono strettamente correlati, ma la natura di tale legame è particolarmente complessa. Da una parte pazienti con sindromi dolorose croniche su base organica di varia natura presentano molto frequentemente sintomi depressivi, dall’altra persone affette da depressione maggiore diventano estremamente sensibili agli stimoli dolorosi e riferiscono al medico algie di varia natura e localizzazione. In un recente studio gli autori concludevano che tra i pazienti affetti da depressione maggiore in media il 43,4% aveva riferito almeno un sintomo doloroso durante il corso del disturbo psichico. I sintomi fisici dolorosi sono quindi molto frequenti nei pazienti con depressione, di cui peggiorano la qualità della vita e rendono più complesso il trattamento. Leggi il seguito »
scritto da Bruno Pacciardi il 14 settembre 2010
Sia la depressione che l’insonnia sono fenomeni tutt’altro che rari. La
depressione colpisce un adulto su sette durante il corso della vita ed interessa mediamente un adulto su venti nella popolazione generale europea e statunitense. Circa un terzo della popolazione generale adulta riferisce di avere difficoltà ad iniziare o mantenere il sonno, e dal 9 al 15% degli adulti riferiscono di avere un sonno talmente disturbato da riportarne delle conseguenze negative durante l’ attività diurna. L’associazione tra la depressione e l’insonnia è stata costantemente osservata nei lavori sull’argomento, ma siamo ben lontani dall’avere chiarito il motivo e le eventuali implicazioni della alta frequenza con cui tali fenomeni si accompagnano. Sappiamo che gli individui che soffrono di insonnia hanno un rischio maggiore di sviluppare la malattia depressiva e sappiamo che gli individui affetti da depressione maggiore presentano insonnia fino all’80% dei casi. Un altro elemento consolidato è che gli individui che continuano a presentare insonnia al termine di una depressione hanno un rischio più alto di presentare delle ricadute depressive. Da questo punto in poi le certezze finiscono: non sappiamo ancora quale specifico tipo di insonnia colpisca gli individui con depressione e non conosciamo ne’ le cause ne’ il significato delle compresenza di insonnia e depressione. Leggi il seguito »