Finalmente in un recentissimo articolo due sostanziali novità in un solo lavoro. In una revisione della letteratura sull’effetto degli antidepressivi sul peso corporeo uscita sul Journal of Clinical Psychiatry (Serretti e Mandelli , 2010) gli autori si pronunciano sul fatto che gli antidepressivi non siano tutti uguali e che non tutti i farmaci con azione antidepressiva sul sistema nervoso centrale facciano ingrassare. Come già anticipato in altri lavori commentati su questo blog http://www.neurofarmacologia.net/2010/02/25/antidepressivi-ed-aumento-di-peso/#more-902
riguardo a studi precedenti, questa revisione di 116 studi sull’argomento permette di trarre delle effettive conclusioni: Non soltanto non tutti i farmaci ad azione antidepressiva fanno ingrassare, ma addirittura nell’ambito della stessa classe farmacologica gli effetti sul peso possono essere diversi quando addirittura non opposti. Leggi il seguito »

Mario Di Fiorino ringrazia gli 80 colleghi che hanno partecipato al convegno “I PROGRAMMI PER IL DISTURBO BIPOLARE oltre la fase critica” svoltosi ieri all’Hotel Esplanade Viareggio, in particolare i relatori Terence A. Ketter, Direttore della Bipolar Disorders Clinic della Stanford University, Matteo Balestrieri, Andrea Fagiolini, Fabrizio Schifano, Bruno Pacciardi, Alessandro Del Debbio, Jacopo Massei e Francesco Simonetti

Durante il convegno è stato presentato il progetto Lithium Information Network per la valutazione dell’uso dei sali di litio nei disturbi affettivi

Lithium Information Network: il panel sull’uso clinico dei sali di litio

L’esame dei dati di letteratura messo a confronto con la valutazione della pratica clinica mette in evidenza sostanziali differenze riguardo a modalità prescrittive, monitoraggio del trattamento e prevenzione dei fenomeni di tossicità iatrogena del trattamento dei disturbi dell’umore con sali di litio. Tali differenze sono in evidente contrasto con quanto raccomandato dalle linee guida internazionali sull’argomento, ne deriva la necessità di accertare le effettive modalità con cui i sali di litio vengono impiegati nella pratica clinica psichiatrica nella prospettiva di uniformarne le caratteristiche avvicinandole a quanto indicato nelle linee guida internazionali.
A tale scopo abbiamo organizzato una raccolta dati con un questionario dedicato agli specialisti in psichiatria operanti sul territorio nazionale per valutare le modalità di prescrizione, monitoraggio e prevenzione della tossicità dei sali di litio e quantificare Il livello di applicazione delle linee guida sull’argomento.
Nel questionario gli argomenti affrontati sono: frequenza e la tempistica con cui vengono effettuati gli accertamenti, livello delle conoscenze di Indicazioni e controindicazioni alla litio terapia, adeguatezza prescrittiva in pazienti con eventuali problemi internistici, conoscenza della fisiopatologia dei comuni segni e sintomi di intossicazione da litio, tempistica, dosaggi, strategie di impiego e strategie alternative alla litio terapia, l’utilità e la sicurezza delle associazioni farmacologiche con litio, l’uso del litio nella pratica clinica su casi complessi.
Possiamo auspicare che la raccolta di questi dati possa essere utile nel comprendere e migliorare le modalità di utilizzo di uno dei farmaci di riferimento nella terapia dei disturbi dell’umore che ad oggi è ampiamente sottoutilizzato per ragioni spesso differenti dall’efficacia e dalla tollerabilità

Il dolore fisico è il sintomo più comune in tutta la medicina. Più della metà dei sintomi che i pazienti riferiscono al medico riguardano forme di dolore fisico. Nella popolazione generale una percentuale che arriva al 40% riferisce sintomi dolorosi persistenti, e fino al 15% dei sintomi riferiti sarebbero presenti quotidianamente (Leuchter et al 2009). Spesso la base organica di questi sintomi dolorosi non viene chiaramente ed esaurientemente definita (Marple et al 1997). Il dolore fisico e la depressione sono strettamente correlati, ma la natura di tale legame è particolarmente complessa. Da una parte pazienti con sindromi dolorose croniche su base organica di varia natura presentano molto frequentemente sintomi depressivi, dall’altra persone affette da depressione maggiore diventano estremamente sensibili agli stimoli dolorosi e riferiscono al medico algie di varia natura e localizzazione. In un recente studio gli autori concludevano che tra i pazienti affetti da depressione maggiore in media il 43,4% aveva riferito almeno un sintomo doloroso durante il corso del disturbo psichico. I sintomi fisici  dolorosi sono quindi molto frequenti nei pazienti con depressione, di cui peggiorano la qualità della vita e rendono più complesso il trattamento. Leggi il seguito »

Depressione e insonnia

scritto da il 14 settembre 2010

Sia la depressione che l’insonnia sono fenomeni tutt’altro che rari. La depressione colpisce un adulto su sette durante il corso della vita ed interessa mediamente un adulto su venti nella popolazione generale europea e statunitense. Circa un terzo della popolazione generale adulta riferisce di avere difficoltà ad iniziare o mantenere il sonno, e dal 9 al 15% degli adulti riferiscono di avere un sonno talmente disturbato da riportarne delle conseguenze negative durante l’ attività diurna. L’associazione tra la depressione e l’insonnia è stata costantemente osservata nei lavori sull’argomento, ma siamo ben lontani dall’avere chiarito il motivo e le eventuali implicazioni della alta frequenza con cui tali fenomeni si accompagnano. Sappiamo che gli individui che soffrono di insonnia hanno un rischio maggiore di sviluppare la malattia depressiva e sappiamo che gli individui affetti da depressione maggiore presentano insonnia fino all’80% dei casi. Un altro elemento consolidato è che gli individui che continuano a presentare insonnia al termine di una depressione hanno un  rischio più alto di presentare delle ricadute depressive. Da questo punto in poi le certezze finiscono: non sappiamo ancora quale specifico tipo di insonnia colpisca gli individui con depressione e non conosciamo ne’ le cause ne’ il significato delle compresenza di insonnia e depressione. Leggi il seguito »