Il riconoscimento e gestione dei sintomi somatici resta un tema centrale nella pratica clinica del medico. Il corso che si è svolto nella cornice delle colline senesi ha permesso a professionisti provenienti da varie regioni d’Italia di confrontarsi su questo tema.

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Le diapositive della presentazione possono essere scaricate dal link che segue.

 

http://www.neurofarmacologia.net/wp-content/plugins/downloads-manager/img/icons/pdf.gif download: Somatizzazioni, Lucignano D'Arbia 2015 (1.96MB)
added: 18/05/2015
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I disturbi da somatizzazione e quelli di conversione sono tutt’altro che infrequenti nella pratica clinica. Sebbene l’argomento di tali disturbi venga spesso affrontato in maniera generale è importante ricordare che le differenze tra la somatizzazione e la conversione hanno importanti implicazioni per quanto riguarda le cure di cui questi pazienti hanno bisogno. Volentieri diamo visibilità all’articolo sull’argomento pubblicato dal nostro gruppo sulla rivista italiana per la formazione in psichiatria.

http://www.sifip.com/rivista-laltro-organo-ufficiale-sifip/142-abstract-103.html

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Fino dalla sua introduzione tra le categorie diagnostiche nel Manuale Diagnostico Statistico delle Malattie Mentali III (DSM-III), la categoria dei Disturbi Somatoformi è stata oggetto di accesi dibattiti. I Disturbi Somatoformi sono caratterizzati da deficit o alterazioni di funzioni fisiologiche non riconducibili a base organica che si associano ad uno sproporzionato livello di preoccupazione e di compromissione del funzionamento del paziente. Tali disturbi sono comuni nella pratica medica quotidiana e normalmente vengono valutati in contesti non psichiatrici.
La diagnosi dei disturbi somatoformi è particolarmente complessa data la frequente comorbidità con condizioni mediche generali ed altri disturbi psichici, quali i disturbi d’ansia e dell’umore, rappresentando ad oggi un formidabile problema di diagnosi differenziale per il clinico.
I Disturbi Somatoformi differiscono dai Disturbi Fittizi e dalla Simulazione poiché i sintomi non riconducibili a base organica non sono prodotti intenzionalmente (cioè sotto il controllo della volontà).
Dall’altro lato, i Disturbi Somatoformi possono essere distinti dai Fattori Psicologici che complicano le Condizioni Mediche generali per il fatto che non vi è nessuna condizione medica diagnosticabile a cui possano essere pienamente attribuibili i sintomi del paziente. Leggi il seguito »

L’ultimo incontro previsto per il 2012 sul tema dei sintomi somatici ed il loro rapporto con la depressione si è svolto a lecce il 12/05/2012. In questa occasione, oltre all’inquadramento clinico dei disturbi somatoformi, il focus dei lavori si è spostato sul loro trattamento e sulle difficoltà di presa in carico del paziente da parte del medico di base.

La professoressa C Martini Introduce il corso

Il collega Massei partendo dal problema del doctor shopping giunge a descrivere i complessi rapporti tra ipocondria, patofobia e disturbo ossessivo compulsivo