Medicine dalle droghe
scritto da Bruno Pacciardi il 31 gennaio 2009
Medicine dalle droghe
Sono universalmente noti gli effetti psicotropi della Cannabis Sativa sul sistema nervoso centrale, molto meno note sono invece le informazioni sulle applicazioni mediche di questa sostanza e dei suoi derivati. Le osservazioni che hanno condotto alla scoperta del sistema neurotrasmettitoriale mediato dai cannibinoidi partono dalle prime osservazioni sui sistemi cerebrali degli anni ’60.
La maggior parte dei trasmettitori che conducono segnali dentro e fuori dal cervello sono aminoacidi o peptidi che esercitano i loro effetti attraverso l’interazione con specifici recettori posti sulle membrane cellulari. Le molecole lipidiche invece interagiscono in maniera aspecifica con le membrane delle cellule nervose esercitando i loro effetti come i mediatori peptidici ma in maniera molto meno prevedibile ed in modo incredibilmente più difficile da studiare.
Per molto tempo si è creduto che i principi attivi della Cannabis avessero natura lipidica ed esercitassero i loro effetti attraverso una interazione aspecifica con le membrane delle cellule neuronali e pertanto gli studi sull’argomento erano rari e non conclusivi.
Nel 1964 Mechoulam e colleghi riescono ad isolare il principio attivo della Cannabis, denominato Delta 9 Tetra Idro Cannabinolo (Δ 9 THC) e ne accertano la struttura molecolare che risulta effettivamente di tipo lipidico. Tuttavia nel 1990 alcuni ricercatori del National Institute of Mental Health (NIMH) identificano il preciso meccanismo di funzionamento dei cannabinoidi, dimostrano che questi agiscono attraverso specifici recettori posti sulle membrane cellulari e riescono a clonare i primi recettori denominati CB1. Tale scoperta, ovvero che il THC funzioni attraverso recettori appositi preesistenti in natura, implica che nel cervello debbano necessariamente esservi molecole simili ai cannabinoidi con cui i recettori normalmente interagiscano dal momento che il corpo umano non crea e mantiene recettori apposta per composti psicoattivi artificiali.
Il risultato di questi primi esperimenti è un crescendo di interesse e di lavori sull’argomento che da quel momento in poi si susseguono a catena. Leggi il seguito »

Mario Di Fiorino è primario del Reparto di Psichiatria dell’Ospedale Versilia di Lido di Camaiore. Insegna come professore a contratto Psichiatria forense e Psicogeriatria nella Scuola di specializzazione in Psichiatria dell’Università di Pisa.
Bruno Pacciardi è medico e psichiatra. Ha conseguito la laurea in Medicina, la specializzazione in Psichiatria ed il dottorato di ricerca in “Neurobiologia e clinica dei disturbi affettivi” presso l’Università di Pisa.
I sintomi medici non spiegati da una fisiopatologia organica nota (Unexplained Medical Symptoms
o UMS) rappresentano una delle sfide più complesse per il medico di medicina generale e per lo psichiatra.
Il prof. Mario Di Fiorino e il dr. Bruno Pacciardi hanno svolto un eccellente lavoro scrivendo questo libro sulla bulimia nervosa. Esso include tutte le informazioni che è necessario conoscere sull’origine, la diagnosi e il trattamento di questo disturbo spesso resistente alla terapia. Il libro offre al lettore le nozioni più aggiornate sia sull'origine che sul trattamento della bulimia nervosa. 
