Trazodone è un farmaco normalmente utilizzato per il trattamento dei disturbi depressivi. Questo composto ha anche dimostrato la sua utilità nel trattamento di disturbi quali i disturbi d’ansia, disturbi del sonno, bulimia, disturbi da uso di alcolici o benzodiazepine, fibromialgia, malattie degenerative del sistema nervoso centrale con disturbi comportamentali demenza e altri disturbi organici. In questo lavoro vengono esposte le varie modalità di impiego ed i relativi dati a supporto. Si valuta inoltre la possibilità di prevenire o trattare alcuni degli effetti collaterali di altri antidepressivi mediante una combinazione sinergica con trazodone.

http://www.neurofarmacologia.net/wp-content/plugins/downloads-manager/img/icons/pdf.gif download: Seminario Trazodone (3.83MB)
added: 19/01/2016
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Numerosi disturbi respiratori, quali asma, bronco pneumopatie croniche ostruttive (BPCO), fibrosi cistica, gravi apnee notturne ,tubercolosi (TBC) ed embolie polmonari, possono complicarsi con fenomeni di ansia patologica e richiedere un trattamento psicofarmacologico.
Nell’impostazione di tale trattamento si deve  considerare che molti farmaci usati nella terapia delle pneumopatie possono causare sintomi psichiatrici. Pazienti con elementi di vulnerabilità del sistema nervoso centrale o con patologie psichiatriche anche minori appaiono infatti particolarmente esposti  agli effetti psichici indesiderati di alcuni preparati impiegati in pneumologia. In tali casi, sebbene gli effetti indesiderati siano più probabili con l’utilizzo di alti dosaggi, anche dosi modeste di alcuni farmaci possono determinare sintomi importanti sul piano psichico. Un esempio tipico è quello dei corticosteroidi, largamente utilizzati in pneumologia, che possono causare modificazioni della personalità e del comportamento con insonnia, elevazione dell’ansia, labilità emotiva; ma anche  altri comuni broncodilatatori possono avere una spiccata azione psicostimolante ed indurre un aumento della quota ansiosa. Leggi il seguito »

L’ultimo incontro previsto per il 2012 sul tema dei sintomi somatici ed il loro rapporto con la depressione si è svolto a lecce il 12/05/2012. In questa occasione, oltre all’inquadramento clinico dei disturbi somatoformi, il focus dei lavori si è spostato sul loro trattamento e sulle difficoltà di presa in carico del paziente da parte del medico di base.

La professoressa C Martini Introduce il corso

Il collega Massei partendo dal problema del doctor shopping giunge a descrivere i complessi rapporti tra ipocondria, patofobia e disturbo ossessivo compulsivo

Il nuovo incontro sul tema dei sintomi somatici e la depressione si è svolto a Verona il 14/04/2012. Il focus del convegno si è spostato dall’inquadramento clinico dei disturbi somatoformi e delle depressioni “mascherate” al le opzioni per il trattamento di queste complesse forme di patologia psichica. In questo senso i lavori hanno affrontato il tema degli inibitori della ricettazione di serotonina (SSRIs) ed il loro effetto sui sintomi somatici,  sulle forme depressive e sui disturbi d’ansia. Le peculiarità dell’effetto dei farmaci ad azione serotoninergica sui disturbi somatoformi rende necessario descrivere il meccanismo di funzionamento dei neurosteroidi, e le loro interazioni con alcuni SSRIs, per poterne comprendere il potenziale terapeutico. I disturbi somatoformi sono alcuni tra i disturbi psichici più frustranti da trattare per i clinici e che si traducono in scarsa soddisfazione per i trattamenti da parte dei pazienti, tuttavia iniziamo a disporre delle conoscenze necessarie per poter riconoscere e trattare efficacemente queste malattie.

La professoressa C. Martini introduce il tema del ruolo dei neurosteroidi

Il professor Di Fiorino introduce il corso, presenta i relatori ed affronta il tema dei sintomi medici non spiegati da base organica (Unexplained Medical Symptoms)

Il Dott. Massei espone i delicati temi della ipocondria e della patofobia