Ricevo e volentieri pubblico il lavoro del collega Claudio Cargioli, medico chirurgo presso la scuola di specializzazione in psichiatria dell’università di Pisa.

Per informazioni o contatti claudiocargioli@gmail.com

Il Disturbo d’Ansia Generalizzata (GAD)

Il GAD rappresenta un comune disturbo psichiatrico, con una prevalenza dal 3 all’8% nella popolazione generale, un frequente esordio in età giovanile ed un rapporto maschi/femmine=1/2.
Spesso l’esordio di questo disturbo è graduale e insidioso, e la sintomatologia può essere lieve o attenuata (ma non per questo meno invalidante). Il paziente difficilmente è in grado di indicare con precisione nel tempo l’esordio del disturbo (‘sono nervoso da sempre’, ‘mi preoccupo di tutto’, ‘sono nato ansioso’).
Tipicamente i pazienti affetti da GAD appaiono cronicamente ansiosi e apprensivi, senza reali motivazioni, verso tutte le situazioni della vita, per la salute e l’incolumità dei propri familiari, per i problemi economici e per il proprio rendimento scolastico o lavorativo. Ad esempio, i pazienti riferiscono di non riuscire a rilassarsi, di vivere in uno stato di preoccupazione costante, di pensare che sia accaduta una disgrazia ai familiari quando sentono un’ambulanza. Leggi il seguito »

Sintomi Somatici e Depressione

scritto da Bruno Pacciardi il 20 gennaio 2010

I sintomi medici non spiegati da una fisiopatologia organica nota (Unexplained Medical Symptoms
o UMS) rappresentano una delle sfide più complesse per il medico di medicina generale e per lo psichiatra. Nella maggior parte dei casi i pazienti con UMS giungono all’osservazione medica richiedendo un intervento per una malattia difficilmente diagnosticabile, spesso resistente ai comuni trattamenti e che causa una importante compromissione del funzionamento a livello personale, sociale, scolastico e lavorativo, ma durante le visite non si rileva una causa somatica sufficiente a spiegare i sintomi presentati dal paziente. I sintomi privi di base organica rappresentano un serio problema per la medicina generale, in quanto i pazienti sono fortemente impegnati, hanno elevate percentuali di comorbidità con altri disturbi psichiatrici, e sono a rischio di procedure diagnostiche e terapeutiche non necessarie e potenzialmente pericolose (es ripetuti interventi chirurgici, ospedalizzazioni prolungate, etc.). In tali casi è particolarmente importante dare una spiegazione ai sintomi, trovare una soluzione sufficiente a rassicurare il paziente, consentire almeno temporaneamente l’accettazione del sintomo e fornire una minima panoramica delle opzioni per il trattamento. Trattandosi di sindromi distinte sul piano psicopatologico, ma accomunate dall’espressione somatica dei sintomi vi possono essere molteplici modelli interpretativi, tuttavia ricorre in genere la valorizzazione un sottostante fondo depressivo. Lo scopo di questo lavoro è quello di fornire gli strumenti per individuare, inquadrare dal punto di vista diagnostico e trattare i quadri sindromici caratterizzati da sintomi fisici privi di base organica. Sapere riconoscere i disturbi somatoformi più comuni, non limitarsi all’osservazione del sintomo, ma esplorare il disturbo in tutta la sua complessità e nel suo sviluppo temporale, rappresenta l’unica risposta possibile alla sfida posta dagli Unexplained Medical Symptoms nella pratica medica e psichiatrica.

Mario Di Fiorino, Jacopo G. Massei, Bruno Pacciardi
Sintomi Somatici e depressione
Gennaio 2010, formato tascabile 116 pagine, € 11


I sintomi medici non spiegati da una fisiopatologia organica nota (Medical Unexplained Symptoms o UMS) rappresentano una delle sfide più complesse sia per il medico di medicina generale che per lo psichiatra e comportano un elevato impegno in termini di impiego di risorse sanitarie. Nella maggior parte dei casi i pazienti con tali sintomi giungono all’osservazione del medico di base o dello specialista non psichiatra, richiedono un intervento per una malattia difficilmente diagnosticabile, spesso resistente ai comuni trattamenti e che causa una importante compromissione del funzionamento a livello personale, sociale, scolastico e lavorativo. Nella medicina di base dal 25 al 50% dei casi non si rileva una causa somatica sufficiente a spiegare i sintomi presentati dal paziente (Barsky e Borus, 1995). I sintomi privi di base organica rappresentano un serio problema per la medicina generale, in quanto i pazienti sono fortemente impegnati, hanno elevate percentuali di comorbidità con altri disturbi psichiatrici, sono a rischio di procedure diagnostiche e terapeutiche non necessarie e potenzialmente pericolose (es ripetuti interventi chirurgici, ospedalizzazioni prolungate, etc.). Leggi il seguito »

Il collega Alessandro Del Debbio ci fornisce una descrizione di uno tra gli aspetti più complessi dei disturbi dell’umore, la fase dell’eccitamento maniacale

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