Il bupropione (Wellbutrin, Elontril, Zyban) e la varenciclina (Champix) sono presidi farmacologici per la sospensione del fumo di sigaretta.  Vareniclina è un farmaco sviluppato di recente per smettere di fumare, disponibile su prescrizione medica dal 2006. Si tratta di un farmaco che agisce attraverso un meccanismo nuovo e differente rispetto ai precedenti in quanto agonista parziale ed antagonista con affinità e selettività per alfa (4) beta (2) recettori nicotinici dell’acetilcolina. Mediante tale meccanismo varenciclina dovrebbe  poter aiutare i pazienti a sospendere il fumo, riducendo il desiderio e la soddisfazione di fumare nonché controllando parzialmente i sintomi dell’astinenza da fumo. Bupropione ha la capacità di indurre il rilascio, nonché inibire la ricaptazione di neurotrasmettitori come la dopamina (DA) e noradrenalina (NE) aumentandone i livelli in varie parti del sistema nervoso centrale. Bupropione agisce anche come antagonista non competitivo (NCA) di alcuni recettori nicotinici (AChRs). Tali meccanismi sono alla base sia dell’effetto antidepressivo che  della capacità di ridurre il desiderio per il fumo e di controllare i sintomi di astinenza di questa molecola. Leggi il seguito »

Sintomi Somatici e Depressione

scritto da Bruno Pacciardi il 20 gennaio 2010

I sintomi medici non spiegati da una fisiopatologia organica nota (Unexplained Medical Symptoms
o UMS) rappresentano una delle sfide più complesse per il medico di medicina generale e per lo psichiatra. Nella maggior parte dei casi i pazienti con UMS giungono all’osservazione medica richiedendo un intervento per una malattia difficilmente diagnosticabile, spesso resistente ai comuni trattamenti e che causa una importante compromissione del funzionamento a livello personale, sociale, scolastico e lavorativo, ma durante le visite non si rileva una causa somatica sufficiente a spiegare i sintomi presentati dal paziente. I sintomi privi di base organica rappresentano un serio problema per la medicina generale, in quanto i pazienti sono fortemente impegnati, hanno elevate percentuali di comorbidità con altri disturbi psichiatrici, e sono a rischio di procedure diagnostiche e terapeutiche non necessarie e potenzialmente pericolose (es ripetuti interventi chirurgici, ospedalizzazioni prolungate, etc.). In tali casi è particolarmente importante dare una spiegazione ai sintomi, trovare una soluzione sufficiente a rassicurare il paziente, consentire almeno temporaneamente l’accettazione del sintomo e fornire una minima panoramica delle opzioni per il trattamento. Trattandosi di sindromi distinte sul piano psicopatologico, ma accomunate dall’espressione somatica dei sintomi vi possono essere molteplici modelli interpretativi, tuttavia ricorre in genere la valorizzazione un sottostante fondo depressivo. Lo scopo di questo lavoro è quello di fornire gli strumenti per individuare, inquadrare dal punto di vista diagnostico e trattare i quadri sindromici caratterizzati da sintomi fisici privi di base organica. Sapere riconoscere i disturbi somatoformi più comuni, non limitarsi all’osservazione del sintomo, ma esplorare il disturbo in tutta la sua complessità e nel suo sviluppo temporale, rappresenta l’unica risposta possibile alla sfida posta dagli Unexplained Medical Symptoms nella pratica medica e psichiatrica.

Mario Di Fiorino, Jacopo G. Massei, Bruno Pacciardi
Sintomi Somatici e depressione
Gennaio 2010, formato tascabile 116 pagine, € 11


I sintomi medici non spiegati da una fisiopatologia organica nota (Medical Unexplained Symptoms o UMS) rappresentano una delle sfide più complesse sia per il medico di medicina generale che per lo psichiatra e comportano un elevato impegno in termini di impiego di risorse sanitarie. Nella maggior parte dei casi i pazienti con tali sintomi giungono all’osservazione del medico di base o dello specialista non psichiatra, richiedono un intervento per una malattia difficilmente diagnosticabile, spesso resistente ai comuni trattamenti e che causa una importante compromissione del funzionamento a livello personale, sociale, scolastico e lavorativo. Nella medicina di base dal 25 al 50% dei casi non si rileva una causa somatica sufficiente a spiegare i sintomi presentati dal paziente (Barsky e Borus, 1995). I sintomi privi di base organica rappresentano un serio problema per la medicina generale, in quanto i pazienti sono fortemente impegnati, hanno elevate percentuali di comorbidità con altri disturbi psichiatrici, sono a rischio di procedure diagnostiche e terapeutiche non necessarie e potenzialmente pericolose (es ripetuti interventi chirurgici, ospedalizzazioni prolungate, etc.). Leggi il seguito »

La mortalità nei disturbi del comportamento alimentare (DCA) è un concetto estremamente difficile da analizzare. Può non essere semplice comprendere come i dca siano l’unica patologia psichiatrica di cui si muore direttamente, senza cioè la necessità di alcun intervento attivo da parte del paziente. dreamstime_89720Per gli amici ed i familiari è difficile capire che un paziente psichiatrico molto grave magari con allucinazioni e deliri ha, con tutta probabilità, un rischio di morire molto inferiore a quello di una studentessa ventenne che sostiene gli esami all’università e va in palestra nel tempo libero ma è ammalata di anoressia. L’elevato rischio di mortalità nei pazienti affetti da anoressia nervosa è noto ma non è altrettanto ben definito il livello di rischio connesso con gli altri disturbi del comportamento alimentare. A tale proposito l’ultimo numero dell’American Journal of  Psychiatry pubblica un articolo sull’argomento i cui risultati sono a dir poco impressionanti. Leggi il seguito »