Ansia e Panico, la diagnosi

scritto da il 29 aprile 2009

Abbiamo cercato di migliorare la comprensione dei disturbi d’ansia ed in particolare del disturbo di panico descrivendo alcune delle sensazioni che le persone possono provare quando sono esposte ad un attacco di panico. In particolare abbiamo visto come la definizione stessa di “panico” possa creare equivoci ed incomprensioni. Per tentare di chiarire meglio ciò che in psichiatria si intende per “attacco di panico” riportiamo di seguito i criteri del manuale diagnostico e statistico delle malattie mentali per definire l’attacco: Leggi il seguito »

Ansia e Panico

scritto da il 26 aprile 2009

In psichiatria l’infelice tendenza ad utilizzare termini che poco o nulla hanno a che vedere con il fenomeno che intendono descrivere è una delle prime cose che salta agli occhi di chiunque non sia un tecnico.
Abbiamo visto altrove come “Schizofrenia” non significhi assolutamente “mente divisa” e non si riferisca a “..scissioni”, “..divisioni mentali” o “..separazioni organiche” di qualche tipo. http://www.neurofarmacologia.net/02/04/2009/nomi-poco-azzeccati/
Un altro termine poco felice è quello di “Disturbo di Panico” che viene utilizzato per indicare una determinata patologia psichica tradizionalmente inquadrata tra i disturbi d’ansia.
La denominazione di “Disturbo di Panico” scomoda inutilmente il semidio greco “Pan” evocando nell’immaginario comune sensazioni di paura, ansia, terrore (magari legate a stimoli spiacevoli o a situazioni ben definite in maniera del tutto generica) senza essere ulteriormente esplicativo. Il risultato è che in perfetta buona fede si dice di “…aver avuto un attacco di panico prima del tale esame…”, o di “…avere il panico…” quando si tratta di pensare o affrontare eventi o situazioni sgradevoli.

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In the last years a variety of anecdotal studies suggested that treatment with selective sertraline inibitors (SSRIs) (paroxetine, sertraline, citalopram, escitalopram, fluoxetine, fluvoxamine) may induce suicidal behaviours.
Taking into account all methodological difficulties in studying suicidal behaviour in a population of depressed patients (by definition with higher suicide risk than general population), a revision of the literature on this topic ha recently been published. This study finally allows to establish some firm points on the matter: Leggi il seguito »

Di mobbing, hazing, stalking e bullismo si sentiva parlare in passato come di comportamenti prevalenti in altre società, quali quelle Nordamericana e dei paesi scandinavi.
Da alcuni anni la diffusione di questi quadri ha assunto dimensioni preoccupanti anche in Italia, costituendo una delle questioni più attuali nella psicologia ed intorno alla quale si è aperto un acceso dibattito.
E’ utile cercare di chiarire quali dinamiche stiano alla base di questi fenomeni e le conseguenze che essi determinano, al fine di poter progettare interventi funzionali a modificare positivamente le relazioni interpersonali. Leggi il seguito »