Trazodone è un farmaco normalmente utilizzato per il trattamento dei disturbi depressivi. Questo composto ha anche dimostrato la sua utilità nel trattamento di disturbi quali i disturbi d’ansia, disturbi del sonno, bulimia, disturbi da uso di alcolici o benzodiazepine, fibromialgia, malattie degenerative del sistema nervoso centrale con disturbi comportamentali demenza e altri disturbi organici. In questo lavoro vengono esposte le varie modalità di impiego ed i relativi dati a supporto. Si valuta inoltre la possibilità di prevenire o trattare alcuni degli effetti collaterali di altri antidepressivi mediante una combinazione sinergica con trazodone.

http://www.neurofarmacologia.net/wp-content/plugins/downloads-manager/img/icons/pdf.gif download: Seminario Trazodone (3.83MB)
added: 19/01/2016
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Nel corso degli ultimi anni si è resa disponibile una grande quantità di dati sui rischi ed i benefici dell’utilizzo fuori indicazione (off label) dei farmaci antipsicotici atipici. Questa mole di dati sembra ormai delineare chiaramente le differenze nei possibili benefici di questi farmaci e l’estrema variabilità dei loro profili di rischio. In una recente revisione della letteratura sulla rivista dell’associazione medica americana vi sono alcune novità al riguardo rispetto agli studi precedenti:
Nuovi studi hanno prodotto dati positivi sull’utilizzo di quetiapina e aripiprazolo come terapia di associazione nel disturbo depressivo maggiore, portando l’agenzia americana del farmaco ad approvarne l’indicazione per tale uso. Tre grandi studi su quetiapina hanno dimostrato un significativo beneficio per il trattamento del disturbo d’ansia generalizzato. La terapia di associazione con risperidone ha dimostrato di poter produrre significativi miglioramenti nel disturbo ossessivo compulsivo.
Le dosi utilizzate in questi studi erano variabili, ma restavano in genere di circa il 50% inferiori rispetto a quelle utilizzate secondo indicazione nel trattamento di giovani adulti affetti da schizofrenia o da disturbo bipolare.
L’uso di farmaci antipsicotici atipici per una qualsiasi di queste condizioni non può tuttavia essere ancora considerato un approccio basato sull’evidenza scientifica e la cautela è d’obbligo sopratutto nelle popolazioni di pazienti particolarmente vulnerabili a tali trattamenti come per esempio gli anziani. Leggi il seguito »

Con l’introduzione di un numero sempre maggior di farmaci che agiscono attraverso il sistema serotoninergico cerebrale la tossicità da serotonina è diventato un evento avverso di crescente importanza. Molti farmaci sono stati chiamati in causa nella fisiopatologia della sindrome serotoninergica tra cui gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRIs) . Per evitare fraintendimenti è fondamentale ricordare che la tossicità da serotonina è un fenomeno raro. Per dare un idea in un recente studio è stato riportato che una qualche forma di tossicità serotoninergica si verifica nel 15% circa delle overdose da SSRIs. In pratica tra tutte le persone che accidentalmente o volontariamente si espongono a dosaggi differenti da quelli utilizzati nella pratica clinica circa neanche una su sei svilupperà una sindrome serotoninergica. La tossicità da serotonina risulta da un eccesso di serotonina (5 idrossi-triptamina o  5HT) a livello del sistema nervoso centrale che può essere dovuta a differenti meccanismi farmacologici Leggi il seguito »

Abbiamo visto altrove in questo blog  come le terapie farmacologiche antidepressive si siano evolute nel tempo passando da farmaci attivi su numerosi sistemi recettoriali (i vecchi antidepressivi triciclici) a farmaci con meccanismi di azione sempre più selettivi e meglio tollerati, con un progressivo miglioramento della qualità della vita dei pazienti in trattamento (http://www.neurofarmacologia.net/19/12/2008/gli-antidepressivi-dai-triciclici-alle-molecole-di-ultima-generazione/#more-194).dreamstime_2675917
Nella pratica clinica sono sempre più frequenti terapie che prevedono la combinazione di più farmaci ad azione antidepressiva (Thase 2009, Fava 2009) . Molto spesso non è semplice per i medici spiegare chiaramente ai loro pazienti perchè debbano assumere combinazioni comprendenti a volte anche tre o più medicinali. Tuttavia tale spiegazione diventa fondamentale, anche se difficoltosa, per assicurare la collaborazione del paziente al trattamento. Leggi il seguito »